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Un’incompatibilità sarebbe paragonabile a Cosa nostra?

di Paola Mancuso (sindaco di Rio Marina)

Un'incompatibilità sarebbe paragonabile a Cosa nostra?

Gentile avvocato Barghini,
mi rivolgo a Lei nel suo ruolo di capogruppo dell’opposizione consiliare visto che mi sarebbe difficile farlo come difensore, poiché mi troverei immeritatatamente a disquisire in materia di obblighi deontologici degli avvocati ed in particolare di quello che impone un uso della stampa ispirato ai criteri dell’equilibrio e della misura e comunque di una doverosa astensione da affermazioni “sconvenienti”, sempre secondo i principi deontologici e comunque certamente ben lontano dalla difesa pubblica di posizioni altrui offensive come l’accostamento tra la questione dell’incompatibilità del sindaco di Rio Marina all’illegalità di stampo mafioso oggetto del libro di Saviano, recentemente sostenuta contro ogni evidenza sulle pagine di un celebre social network. Non parliamo poi dell’“uso di espressioni sconvenienti ed offensive” di cui abbondano articoli di stampa e arringhe in Consiglio comunale né di altre perle in relazione alle quali lasciamo a lei l’iniziativa delle sedi nelle quali parlarne (anche se i difensori delle controparti in genere si chiamano prima). Fatta questa premessa doverosa per la comprensione dell’attuale quadro, Le voglio raccontare del mio paese.

Il mio è un paese che soffre di divisione. Un paese in cui è facile – per chi conosce l’armamentario egregiamente – dipingere verità lontane dalla gente e dalla lealtà. Un paese che è stanco della guerra perché è già tempo per ricostruire o meglio ce n’è rimasto poco. Un paese che ha riscoperto la solidarietà e che la vede spesso calpestata. Un paese che non ha ancora talvolta quella forza delle idee che solo la sicurezza nei propri mezzi può garantire e che solo l’entusiasmo dei giovani fa ritenere un male che è ancora possibile curare. Un paese in cui le sue figlie potranno pensare a costruire il domani anziché provare a distruggere l’oggi armate di telecamera nelle prime file dei Consigli comunali. Il mio paese ha visto grandi battaglie ma chi ha vinto lo ha fatto sempre con l’onore delle armi e con il rispetto dell’umanità di chi aveva di fronte, segno di libertà e frutto della coerenza nel saper distinguere un obiettivo da un nemico. Il mio paese ha però ha la tempra dei minatori e lo sguardo rivolto all’orizzonte dei marinai e ancora una volta saprà non perdere la rotta.