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La corsa contro il tempo per rinascere. Un mese dopo - Tirreno Elba News
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La corsa contro il tempo per rinascere. Un mese dopo

A Marina di Campo i lavori di ricostruzione del dopo alluvione corrono frenetici, il paese cerca di tornare alla vita di tutti i giorni. Al centro di ascolto: "C'è un certo orgoglio a chiedere aiuto, a volte vediamo che chi aveva bisogno non ha chiesto niente. Ma il paese è piccolo, e questo ci facilita"

La corsa contro il tempo per rinascere. Un mese dopo

Tutto sembra voler tornare ostinatamente alla normalità qui a Campo. E’ passato quasi un mese da quel terribile 7 novembre, le strade sono quasi del tutto ripulite ma qua e là ci sono ancora mucchi di fango. La gente ha provato a riprendere una vita normale. Ma i segni di quel dramma non sono pochi, non sono leggeri. Fisici e psicologici. Quando sono arrivate le telecamere di TeleElba c’era il mercatino, le persone si affollavano ai banchi. Per i servizi postali c’è il camper, che assolve alle necessità primarie dei cittadini, con qualche disagio.

Fuori dal centro del paese i lavori proseguono. La spiaggia di Cavoli porta ancora le ferite provocate dalla devastante alluvione. Ma alcune cose sono già state fatte, come la regimazione delle acque. E’ stato ripulito già molto di quello che l’acqua ha portato. Per gli alvei del fosso saranno utilizzati i massi provenienti dalla montagna e portati a valle, quel giorno, dalla furia delle acque. Anche Cavoli vuole rivivere, e vuol farlo il prima possibile. Ma qui dovrà essere realizzato uno degli interventi più ingenti: la spiaggia dovrà subire un ripascimento completo. Le telecamere di Telelba hanno documentato anche i lavori al fosso di Bovalico, uno dei punti più critici dell’alluvione. Qui il ponte era saltato. E’ già stato ricostruito. L’intervento è iniziato subito. Agli Alzi, il fosso esondato con maggiore forza, quel giorno, è stato condotto l’intervento di pulizia dell’alveo. A monte è stato sistemato, a valle si è realizzata una massicciata di contenimento per sostenerlo. La strada provinciale fra Colle Palombaia e San Piero è chiusa, gli interventi di messa in sicurezza richiederanno ancora tempo.

Al centro di ascolto i volontari fanno i conti con le esigenze di tutti, per tutto il giorno. Con richieste di aiuto di ogni tipo. Ora servono mobili, suppellettili per la casa. Chiunque può rivolgersi a questo presidio, ma non tutti lo fanno. “C’è una certa dignità, un certo orgoglio – ci dicono – a chiedere aiuto, ma aiuta il conoscersi tutti. consente di offrire aiuto senza farlo pesare”. L’operazione è andata bene e sta andando bene. Ci sono alcuni interventi strutturali pesanti da fare. Poi si deve pensare alle scorte alimentari alle famiglie, soprattutto agli anziani, e a coloro che abitano lontani dai negozi. Il paese è piccolo, e questo aiuti gli aiuti mirati. “Abbiamo aiutato tutti? – ci dice una volontaria – qualche dubbio viene. Stiamo cercando di non fare errori. Ci si accorge a volte che chi aveva bisogno non te l’ha chiesto. Ma è in banca che la situazione è drammatica”.

In paese il clima è di speranza e paura. Qualcuno pensa  a ripartire già per Natale, i pensiero fisso di tutti è alla prossima “stagione”, che vuol dire prima dell’estate. Ma perché tutto torni come prima occorrerà tempo, molti lavori e molti investimenti.