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Il piano per evitare il commissariamento del porto

Non ci sono i tempi tecnici per una gara nei 7 giorni previsti dal Tar, il Comune si riprende la gestione diretta dei servizi portuali, domani un Consiglio comunale straordinario per arrivare a una gestione pubblico-privata con un nuovo socio dentro la D’Alarcon. L'opposizione contraria

Il piano per evitare il commissariamento del porto

Da stamattina i pontili dell’approdo turistico di Porto Azzurro sono gestiti direttamente dal Comune tramite suo personale. Questo è stato deciso nella seduta del Consiglio comunale di sabato, che aveva come unico punto all’Ordine del Giorno i provvedimenti da adottare a seguito della sentenza del Tar Toscana che ha imposto all’Amministrazione comunale sette giorni di tempo per bandire una gara pubblica per l’affidamento dei servizi portuali, indebitamente affidati in precedenza alla società partecipata D’Alarcon. “I sette giorni che ci ha dato il Tar – ha detto durante la seduta consiliare il sindaco di Porto Azzurro Maurizio Papi – non sono tecnicamente sufficienti per bandire una gara di quel genere. Abbiamo deciso quindi di passare alla gestione diretta dell’approdo, incaricando il nostro legale di consegnare egli stesso la delibera che abbiamo approvato questa sera al Tar, facendo seguire se possibile un colloquio con il magistrato, nei tempi che ci sono stati assegnati, per spiegare le nostre esigenze”.

Qui Papi è stato estremamente chiaro: “Nostro primario intento è non disperdere il patrimonio acquisito negli anni dalla società D’Alarcon, anche in termini occupazionali, perché crediamo – ha sottolineato il sindaco di Porto Azzurro – che le risorse future del nostro paese verranno soprattutto dal mare. Per questo stiamo procedendo velocemente alla pubblicazione di una gara per la privatizzazione della società D’Alarcon, prevedendo l’ingresso di un socio fino al 40% del capitale per giungere ad una società mista pubblico-privata in grado di gestire adeguatamente i servizi portuali”.

La minoranza consiliare, per bocca del proprio capogruppo Gianfranco Pinotti, ha espresso le proprie perplessità sull’operazione: “Noi lo avevamo detto già a suo tempo e il Tar lo ha confermato – ha detto Pinotti – in materia di demanio non si possono affidare direttamente servizi ma si deve ricorrere sempre a gare ad evidenza pubblica”. I consiglieri di opposizione, quindi, per manifestare la propria contrarietà su tempi e modi dell’operazione, hanno deciso di uscire dall’aula scegliendo di non partecipare alla votazione. Ora la parola passa nuovamente al Tar, che potrà decidere o meno di prendere visione dei nuovi provvedimenti adottati dal Comune nell’eventualità di sospendere i termini per l’indizione della gara per i servizi portuali. In caso contrario, trascorsi i sette giorni, la Prefettura di Livorno dovrà nominare un commissario ad acta che avrà a sua volta 15 giorni di tempo per indire la gara ad evidenza pubblica. Nel frattempo, il sindaco Papi – accelerando ulteriormente i tempi nella speranza di un favorevole accoglimento della sua linea difensiva da parte del Tar – ha già convocato un nuovo consiglio comunale per domani(ultimo giorno utile per ottemperare alle disposizioni del Tar), nel quale è prevista la presa d’atto per la privatizzazione della società D’Alarcon.