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All’Enfola un punto dell’Osservatorio toscano cetacei

Al Parco nazionale una presidio per raccogliere informazioni su mammiferi marini e divulgarle a cittadini e turisti. Un luogo per dare informazioni sulle attività di ricerca condotte e raccogliere segnalazioni e avvistamenti

All'Enfola un punto dell'Osservatorio toscano cetacei

Un punto informativo dell’Osservatorio toscano dei Cetacei presso la sede del Parco Nazionale alla ex Tonnara dell’Enfola. L’apertura decisa con delibera regionale è stata l’occasione per un seminario sull’attività transfrontaliera del progetto Gionha, organizzato nella sede dell’ente. Il nuovo punto informativo è stato definito con delibera della giunta regionale del 2011. “Si tratta di un’iniziativa concordata con la regione Toscana – ha detto Francesca Giannini, del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano – l’Elba è un punto cruciale per al presenza di mammiferi marini, come tursiopi, stenelle, balenottere. Quindi presso il Parco nazionale si dovrebbe aprire una sorta di presidio, un punto informativo che ha la funzione di raccogliere informazioni su questi animali e allo stesso tempo far capire e a cittadini e turisti che cosa rappresentano questi mammiferi marini. Un luogo per poter dare informazioni sulle attività che vengono fatte nei mari della Toscana su questi animali e un luogo anche dove raccogliere le segnalazioni che molte persone che vanno in acqua possono avere che sono importanti come avvistamenti. Questi dati, che possono essere raccolti sul territorio vengono convogliati in un archivio della regione messi a disposizione degli enti di ricerca che lavorano sul campo e degli enti di gestione che devono mettere in atto attività per tutelare gli animali, quindi informazione per le persone e ma anche raccolta di quello che le persine possono dare a noi. Dovrebbe partire per la prossima stagione”.

“L’osservatorio toscano dei cetacei nasce per volontà della Regione Toscana – spiega Letizia Marsili dell’Università di Siena, consigliera del Parco – e voglio ricordare una persona, un’elbana, Milena Briano, che ha lavorato con la Regione e l’università di Siena per poter istituire questo osservatorio che nasce all’Elba a Capoliveri e ha come seconda sede l’Enfola. E’ la sede del parco nazionale ed era naturale che fosse anche la sede dell’Osservatorio dei cetacei. Una sede presidiata dove si possono ottenere informazioni per la biologia del mare e sui cetacei, questi mammiferi marini che nei nostri mari sono presenti con otto specie differenti, non moltissime ma considerando il piccolo bacino del Mediterraneo sono una ricchezza per la biodiversità che sicuramente dobbiamo conservare”. “Proprio nei nostri mari – continua Marsili – abbiamo la balenottera physalis, che è l’unico misticete del Mediterraneo già considerata specie undangered che nelle ultime tre generazioni ha diminuito del 70% la sua popolazione. E’ compito di tutti cercare di conoscere questi animali per poterle conservarle”. E proprio nella salvaguardia di queste specie è impegnata la guardia costiera che interviene appena arriva una segnalazione”.

“Da anni – ci ha detto l’ammiraglio Ilarione dell’Anna, comandante Direzione Marittima della Toscana – siamo impegnati anche su questo fronte, della tutela ambientale, in questo caso dei cetacei, ma non solo. Una tutela che svolgiamo attraverso avvistamenti, segnalazioni, monitoraggio e siamo in gradi di ativare immediatamente, perché in questi casi l’urgenza è indispensabile per attivare la catena che richiede l’intervento di specialisti come biologi e asl per il recupero se si tratta di spiaggiamento di carcasse e quindi allontanare quanto possibile per porre in sicurezza l’animale in difficoltà. Questo noi lo svolgiamo a livello nazionale attraverso il numero breve 1530 utilizzato oltre che per il soccorso in mare anche questa emergenza ambientale”.

“La piattaforma Intercet – ha spiegato Guido Gnone, dell’Acquario di Genova – è una piattaforma che permette ai ricercatori impegnati in attività di studio sui cetacei nelle acque toscane, liguri e più ingenerale del Santuario pelagos, di condividere i propri dati in uno spazio comune, accessibile a tutti e dove tutti hanno accesso agli stessi dati. Quindi un sistema che permette a tutti di vedere esattamente i dati dei ricercatori vicini, Crediamo sia uno strumento indispensabile per avere una visione sul nostro mare in una scala altrimenti non accessibile dai singoli enti di ricerca. Abbiamo sviluppato questa piattaforma come acquario di Genova come liguria all’interno del progetto Giona e servirà come strumento di condivisione e analisi dei dati. Speriamo che superi i confini del progetto Giona ed abbia respiro a livello mediterraneo”.