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Comune unico, un altro no ai gazebo per le firme

Dopo Marciana, anche Porto Azzurro non autorizza il banchetto al mercato settimanale. Orsini: “Papi ha paura della mobilitazione popolare, ci ha confinato sul lungomare". Cento adesioni raccolte davanti al Conad

Comune unico, un altro no ai gazebo per le firme

Dopo la Festa della Castagna di Poggio, un altro “no” clamoroso ai promotori del referendum per il Comune Unico. Il diniego arriva da Porto Azzurro, e riguarda la richiesta di installare un banchetto firme al mercato settimanale del sabato in Piazza De Santis, tradizionalmente il più affollato dell’isola dopo quello di Portoferraio. L’amministrazione Papi, con una propria deliberazione di Giunta datata 22 novembre, ha preso in esame la richiesta, ma ha ritenuto che “l’attività proposta dal Comitato potesse più utilmente essere svolta con il supporto degli Uffici Comunali, attraverso la collocazione di un gazebo nell’atrio del Comune, a cadenza settimanale, in uno dei giorni di lunedì, mercoledì o venerdì, in coincidenza con l’apertura al pubblico degli uffici stessi”. Niente banchetto fra la gente al mercatino, quindi, ma – secondo il Comune – meglio andare nell’atrio del municipio, sul lungomare, dove d’inverno transitano, soprattutto nell’orario di apertura degli uffici, davvero poche persone.

“Il sindaco Papi ci ha negato per la seconda volta di andare in mezzo alla gente al mercato – ci ha detto a caldo Gabriele Orsini, presidente del Comitato promotore del Comune Unico e portoazzurrese d’adozione – sabato scorso ci disse che non poteva autorizzarci perché mancava il funzionario, oggi questo stravolgimento della nostra richiesta attraverso una delibera di giunta”.

“Almeno il sindaco di Marciana ha addotto una motivazione in qualche modo plausibile – ha proseguito Orsini – Papi invece ci ha quasi preso in giro, confinandoci sul lungomare senza il coraggio di dire apertamente no. Così facendo dimostra di aver paura dell’effetto mobilitazione popolare che abbiamo raggiunto la settimana scorsa a Portoferraio”. “Sarebbe bene invece – ha aggiunto ancora l’ex segretario comunale e provinciale – che Papi riconsiderasse la propria posizione, visto che già dal 2012 si troverà per legge a dover gestire insieme ad altri comuni delle importanti gestioni associate, attività per le quali servirà un numero minimo di 10mila abitanti per il bacino d’utenza interessato. Un terzo di Comune Unico, quindi”.

ntanto i promotori del Comune Unico dell’Isola d’Elba non sono rimasti a guardare, e si sono organizzati con una raccolta firme all’esterno del supermercato Conad di viale Europa, dove hanno raccolto circa 100 sottoscrizioni. Curiosamente a promuovere la raccolta firme sono stati presenti per tutta la mattinata solo consiglieri di minoranza del Sel.