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I negozi del centro e quella “pausa” invernale di 5 mesi

La lettera al sindaco di Portoferraio: "I colleghi in ferie ci rispondono che commercialmente non possono fare altrimenti, ma altri in qualche modo resistono, per se stessi e per un servizio alla collettività che merita rispetto e un 'centro commerciale naturale' aperto. Ma le regole ci sono? Quali sono?"

I negozi del centro e quella "pausa" invernale di 5 mesi

Gentile signor sindaco Peria, ci permettiamo di rivolgerci a lei e all’amministrazione che lei rappresenta per sottoporre pubblicamente alla sua attenzione un problema che ci sta a cuore come negozianti e come cittadini. Premettiamo che ci rivolgiamo a lei a titolo strettamente personale, non parliamo a nome di nessun altro anche se viene facile immaginare che il nostro pensiero possa essere condiviso da buona parte dei nostri concittadini, siano essi commercianti o semplici persone attente al decoro della città e ai loro diritti di consumatori o aspiranti tali, come sarà chiaro tra breve.

Il fatto su cui vorremmo richiamare la sua attenzione, ma di cui lei sicuramente sarà già a conoscenza, è il seguente: da svariati anni, e con frequenza ogni anno crescente, aumenta il numero degli esercizi commerciali che si prendono, diciamo così, una pausa invernale a nostro giudizio anormalmente lunga, diciamo da due mesi fino ad arrivare a cinque, sei; questo quasi senza distinzione merceologica: ci sono negozi di abbigliamento, souvenir, ma soprattutto bar e ristoranti; specifichiamo inoltre che il fenomeno riguarda quasi esclusivamente il centro storico e la calata, visto che dal Ponticello in poi, tutto sembra funzionare normalmente estate e inverno, Sghinghetta e Carpani inclusi.

Non parliamo, ovviamente, degli esercizi chiusi a tempo indeterminato per cessazione attività, degni di tutta la nostra solidarietà umana ma di cui non vorremmo, presto o tardi, seguire le tracce visto che, a forza di chiusure “per ferie” senza alcuna indicazione di rientro, o di “lavori di manuntenzione” annunciati per la durata di quattro mesi e poi fatti gli ultimi quindici giorni di chiusura, la gente prima o poi non riterrà più di avere un qualche motivo valido, a parte fare due passi, per avventurarsi in questo nostro povero paese, pensando che ormai non ci sia più un bar dove sedersi a bere un caffé, un ristorante aperto la domenica per quei pochi disperati turisti che ancora insistono a visitarci, un negozio in cui fare un acquisto natalizio senza dover andare a Piombino o organizzare un viaggio ai mercatini del nord, etc… con conseguente, ovvia ricaduta negativa sulla città nel suo insieme e sulla sopravvivenza di chi resta “sul pezzo” anche durante la lunga apnea invernale.

I nostri colleghi “in ferie”, interpellati al riguardo, ci rispondono che commercialmente non possono fare altrimenti, e questo si può capire, ma fino ad un certo punto visto che tutti gli altri in qualche modo resistono, per sé stessi e per un servizio alla collettività che merita rispetto ed un “centro commerciale naturale” aperto e funzionante anche d’inverno oltre che durante la “stagione del raccolto”.

Ci rivolgiamo dunque a lei, in quanto persona competente, informata e responsabile dell’amministrazione pubblica, per sapere:
1) se esiste o meno un regolamento comunale atto a disciplinare la materia di cui sopra;
2) se questo regolamento viene rispettato o violato dai comportamenti descritti;
3) chi deve farlo rispettare;
4) se sono in vista misure atte ad incoraggiare comportamenti corretti;
5) quali misure si intendono adottare allo scopo di limitare, scoraggiare, dissuadere eventuali violazioni.

La ringraziamo per l’ attenzione che vorrà dedicare a questa nostra lettera, scusandoci in anticipo se per ignoranza dovessimo aver creato un falso problema facendole perdere del tempo. Con fiducia e cordialità

i titolari de Il Libraio