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Scuola familiare, un metodo alternativo

In Italia non è obbligatorio andare in classe ma ricevere un'istruzione

Scuola familiare, un metodo alternativo

La scuola familiare è la possibilità da parte dei genitori di impartire direttamente l’istruzione ai propri figli o di avvalersi di figure professionali da loro scelte. Molti forse non sanno che in Italia, non è la scuola ad essere obbligatoria ma l’istruzione.
In tal senso e’ possibile scegliere metodi di istruzione alternativi al sistema scolastico pubblico e privato, come la homeschooling o scuola familiare.
La dicitura “ scuola dell’obbligo” usata in Italia puo’ trarre in inganno perche’ ad essere obbligatorio non e’ la scuola ma l’istruzione come previsto dalla legge. La homeschooling tratta un metodo di gestione autonoma dell’istruzione dei propri figli da parte dei genitori , in armonia con i propri specifici valori etico/culturali e con la sensibilita’ dei bambini.
E’ una possibilita’ pienamente prevista dalla legge e dalla costituzione precisamente agli art 30,33 e 34.
La costituzione, infatti, garantisce che sia un diritto e un dovere del genitore occuparsi dell’istruzione del figlio, qualora non se ne possa occupare direttamente ( anche con un insegnante o scuola privata) , se ne prenda carico lo stato.
Per tutto il periodo dell’istruzione minima obbligatoria, e’ infatti possibile imparare a casa, con i genitori o con altre persone competenti .
La scuola familiare o paterna non e’ necessariamente rivolta ad un solo studente nell’ambito della sua famiglia o nella propria abitazione.
Si ricorre a questo istituto giuridico anche per l’istruzione di piccoli gruppi di bambini o ragazzi curati dai propri genitori o per tramite di persone qualificate all’insegnamento di diverse materie.
Nella homeschooling non c’e’ una giornata–tipo. I metodi di studio sono svariati e i bambini e ragazzi che studiano in questo tipo di scuola o a casa loro, imparano oltre con i metodi classici, anche attraverso la lettura, la conversazione, l’apprendistato, il gioco, le lezioni all’aperto, il lavoro volontario etc..seguendo un progetto a priori dietro il filone dei programmi scolastici ministeriali considerando soprattutto le caratteristiche degli studenti.
La homeschooling puo’ essere impostata secondo tre tendenze : quella in cui gli educatori sono i genitori, quella in cui gli educatori sono scelti dalla famiglia e un mix tra le due tipologie citate; anche il luogo puo’ essere la stessa abitazione del bambino o l’abitazione di uno dei bambini del gruppo, un locale concesso da un comune o da un altro ente, un locale in locazione etc..
L’importante e’ il risultato: l’istruzione minima obbligatoria.
Negli ultimi anni stanno nascendo molte “homeschooling di gruppo” dove diverse famiglie si riuniscono per gestire insieme il progetto educativo ricorrendo anche ad educatori esterni potendo sceglierli per i propri figli.
Tra le stime verificate a seguito dell’applicazione di questo istituto giuridico e’ interessante annoverare quanto segue: su 6 ore trascorse a scuola, il bambino in media ne trascorre solo 3 di studio di cui solo 20 minuti di ogni ora possono essere considerati dedicati ad un apprendimento vagamente “ vero”.
Inoltre l’attenzione individuale del piccolo gruppo di una scuola familiare rende il processo di apprendimento, le verifiche di quanto appreso e l’eventuale adattamento del programma ai bisogni e sviluppo del bambino molto piu’ efficaci e veloci.
In qualsiasi delle tipologie utilizzate dall’homeschooling, l’apprendimento in generale dell’individuo si svolge nella societa’. Questo significa che i ragazzi sono parte attiva della societa’, vivendola in prima persona e in tutte le sue sfaccettature e non rilegati in una classe per tante ore al giorno.
Molte famiglie che hanno sperimentato l’homeschooling, si stanno organizzando in associazioni, gruppi spontanei etc. sia in Italia che in paesi europei, come da tempo avviene negli Stati Uniti da dove arrivano notizie incoraggianti.

Simonetta Parrini