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Sbagliati gli accorpamenti forzati Uniamo Protezione civile e suolo

di Francesco Bosi (sindaco di Rio Marina)

Sbagliati gli accorpamenti forzati Uniamo Protezione civile e suolo

Il Comitato per il Comune Unico dell’Elba torna ad affermare il suo “Si a prescindere” con motivazioni talvolta contraddittorie e comunque lacunose. Si afferma che per una migliore efficienza, ad esempio nella Protezione civile e nella difesa del suolo, meglio sarebbe avere un’unica gestione. Su questo possiamo anche concordare; ma cosa lo vieta se permangono otto Comuni?

E ancora, vengono ricordate le norme di legge che impongono ai Comuni gestioni uniche di funzioni in numero sempre maggiore. Se ciò è considerato positivamente (personalmente ho più di un dubbio) che senso ha fondere gli otto Comuni? Si citano anche il federalismo fiscale ed il patto di stabilità che, tuttavia, risultano ininfluenti sulla dimensione dei Comuni.

A questo proposito il Gruppo dell’Udc in Parlamento ha contestato i provvedimenti del Governo che “obbligano” i Comuni alle gestioni associate. Il motivo è che queste prescindono da un’analisi fondata sul vantaggio che scaturirebbe da tali accorpamenti.

E’ giusto che le diseconomie per i piccoli Comuni vadano eliminate ma queste non sono misurabili in astratto e vanno ricercate su parametri certi di valutazione. Il più probante di questi è ritenuto, dagli esperti, il rapporto fra il totale della spesa corrente ed il costo del personale.

E’ evidente che un piccolo comune (non turistico), con entrate modeste, spenderà una cifra troppo alta per il personale tanto da giustificare gli accorpamenti. Si considera che questo rapporto non debba superare il 40% (Comuni virtuosi.). Si sappia che i Comuni elbani non soffrono di questa patologia ma anzi si collocano fra i comuni virtuosi.

Rio Marina spende per il personale circa il 30% della spesa totale così pure Portoferraio e molti altri. Vi sono, invece, grandi città, come Firenze, dove questo parametro sale al 45%. Forse soffrono di gigantismo?

Il motivo è che, per i Comuni elbani, le entrate per seconde case, alberghi, villaggi turistici ecc. sono enormemente maggiori rispetto agli altri. Per questo è assurda la classificazione in base al numero dei residenti. Dunque i provvedimenti del passato governo, a carattere indiscriminato, sono errati.

Resto convinto che per l’Elba non ci sia alcun bisogno del Comune Unico che, se introdotto, produrrebbe più difficoltà che benefici e dispendio di risorse forse non immaginabili da chi non ha diretta conoscenza di certi meccanismi. Oltretutto in un periodo difficile come questo si sconterebbero, per anni, i disagi di una riorganizzazione, che si presenta comunque difficile in danno delle popolazioni e degli ospiti.

Assai meglio per tutti è che gli otto Comuni avviino un processo virtuoso di più stretto coordinamento e gestione comune dei servizi come già avviene per i rifiuti, acqua, bonifiche, trasporti e tante altre funzioni. Spero che non ci si appigli al tormentone del costo dei consiglieri e dei sindaci che è davvero risibile: circa lo 0,2% della spesa globale.

Il problema non è quanto costano ma, semmai, quanto rendono. Infine, una licenza, forse inelegante, che riguarda la mia persona. Se ci fosse stato il Comune Unico, a Rio Marina, sarebbero state realizzate, in 10 anni, opere per 50 milioni di euro?