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La tragedia e l'orgoglio degli elbani, realtà e racconto - Tirreno Elba News
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La tragedia e l’orgoglio degli elbani, realtà e racconto

Da quella telefonata alle 8 di lunedì mattina, alla straordinaria reazione di dignità della gente di Campo, alla solidarietà dell'isola. Non è stata una notizia come le altre per nessuno. Nell'ora più difficile le telecamere e i microfoni di Teletirreno hanno cercato come sempre di dar voce all'isola

La tragedia e l'orgoglio degli elbani, realtà e racconto

Ora che il sole è tornato a riscaldare l’Elba, ora che come un raggio di questo sole è venuta al mondo la prima piccola campese, Ginevra, salutata come un segno di speranza e fiducia; ora che la macchina degli aiuti è avviata e si moltiplicano le iniziative di solidarietà; ora possiamo dirlo, che questa tragedia del 7 novembre non è stata una notizia come le altre. Neanche da raccontare. Qualcuno di noi è rimasto dentro quel fango, tutti abbiamo provato a raccontarlo con i mezzi tecnici, professionali e umani di cui disponiamo. Abbiamo visto le persone che dentro quel fiume in piena, in quelle strade diventate irriconoscibili ai nostri occhi, hanno perso tutto. Abbiamo parlato con il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, scossa e determinata, e con il sindaco di Marciana Marina, addolorato e pronto a guidare le operazioni di soccorso. Abbiamo ripreso il primo cittadino di Campo, Vanno Segnini, intento a rispondere al telefono ai suoi concittadini, e scrivere le ordinanze a penna perché il suo Comune non c’era più. Lo abbiamo ascoltato raccontare la drammatica esperienza della sua casa invasa dall’acqua e isolata.

Abbiamo documentato il dramma di Campo, lo abbiamo fatto senza la retorica del pietismo ma con rispetto per le persone. Le immagini di Teletirreno sono state utilizzate da tutti i telegiornali nazionali, da Rai, Mediaset, La Sette, dai tg di Sky e dalle trasmissioni pomeridiane. Il nostro giornale è stato letto quasi 60mila volte solo nei primi tre giorni, da 30mila persone. Da quella prima telefonata alle 8 di lunedì mattina ci siamo resi conto anche noi col passare dei minuti che era “peggio del 2002”, che si stava consumando un dramma, poi una tragedia di portata storica. Abbiamo sofferto nel raccontarla, ma lo abbiamo fatto perché era giusto per l’Elba, e per quelle persone colpite nella casa, nel lavoro, a volte negli affetti. Ora siamo rinfrancati dalla possibilità, che tante persone ci danno, di raccontare la straordinaria prova di dignità e solidarietà di una comunità compatta, e le tante storie di coraggio e di speranza di cui stiamo parlando in questi giorni. E siamo orgogliosi di poter dire che la voce dell’isola c’è, e intende continuare a esserci. Per dare forza a questa meravigliosa e delicata perla, e stare al fianco della sua gente.