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"Non solo cemento, fra le cause potature e invasioni di cinghiali" - Tirreno Elba News
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“Non solo cemento, fra le cause potature e invasioni di cinghiali”

Sauro Rocchi, già impegnato nelle amministrazioni di Comune e Comunità Montana: "Anche chi pensa che la bonifica sia un modo per portare via soldi sbaglia"

"Non solo cemento, fra le cause potature e invasioni di cinghiali"

“Non possiamo dare tutta la colpa al cemento, è stata una concatenazione di cause che ha provocato questa tragedia per Campo”. A parlare è Sauro Rocchi ex amministratore campese ed ex amministratore della Comunità Montana, prima, e dell’Unione dei Comuni, poi. “E’ vero che nel nostro Comune ci sono stati forse più di mille condoni edilizi – fa presente Rocchi – ma, tenendo anche conto che non c’è mai stata una programmazione unitaria sul territorio elbano, non è la sola causa. Serve una politica diversa nella gestione del territorio”. A cominciare, secondo l’ex amministratore, dalla bonifica “che, evidentemente – afferma – non ha funzionato a dovere. Un territorio come il nostro deve essere mantenuto attentamente” E anche l’area protetta deve essere gestita con più oculatezza, “mentre ora gli ungulati – fa presente – hanno distrutto tutti i terrazzamenti e muretti, smuovendo terreno che poi è arrivato a valle portato dall’acqua insieme alle potature e alle canne tagliate che non possono essere bruciate, perché non lo consentono le norme del Parco Nazionale”. Tutti materiali che poi distruggono fossi e ponti e che aggravano la situazione.

“Chiaramente – continua Rocchi – è colpa anche di chi pensa che la bonifica sia solo un modo per portare via soldi alla gente. Al contrario, se fatta bene è un vantaggio per un territorio come il nostro”. Nell’esprimere solidarietà ai suoi concittadini che dalla sera alla mattina si sono trovati in questa immensa tragedia, sommersi da acqua e fango Rocchi fa un ultimo appello. “E’ necessario – suggerisce – che politici e autorità inizino ad entrare nell’ordine di idee che qualcosa deve cambiare. Bisogna poter bruciare potature e sterpaglie e ridurre la popolazione degli ungulati e, dove è possibile, recuperare i fossi. A livello politico – termina – è necessaria un’ulteriore inversione di tendenza per non chiudere il servizio di bonifica, ma avere ulteriori finanziamenti per farlo diventare più efficiente”.