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“Comune unico inattuabile, richiederebbe 7-8 anni di lavoro”

Il Lions club a Porto Azzurro ha messo di fronte quattro sindaci, relatore stavolta uno dei contrari, il campese Vanno Segnini. Dello stesso parere Papi: "Territorio doppio di Firenze". Una proposta: "Facciamo 8 referendum"

"Comune unico inattuabile, richiederebbe 7-8 anni di lavoro"

Quattro sindaci a parlare del Comune unico. L’appuntamento dei Lions era il secondo dedicato al tema, e dopo aver ospitato nel primo i favorevoli, stavolta era il turno dei contrari, che hanno fatto sentire le loro ragioni. Il Comune unico è tecnicamente inattuabile, ha detto in un primo accorato intervento il sindaco di Campo nell’Elba Vanno Segnini: “E’ un contenitore vuoto e – secondo Segnini- impreparato a gestire tecnicamente le strutture amministrative di ogni singolo ente. Se domani ci fosse il Comune unico – ha aggiunto il sindaco di Campo – avremmo bisogno di 7-8 anni di assestamento. La risposta? Le gestioni associate, ma solo se vuote di contenuti politici e concrete più’ che in passato nel risolvere i problemi, a cominciare dalla promozione turistica”.

Il sindaco di Porto Azzurro Maurizio Papi è stato più esplicito nel bocciare l’iniziativa. “L’Elba è troppo grande come territorio – ha detto Papi – 224 kmq contro i 102 di Firenze, sarebbe ingovernabile. Esempio negativo di cattive gestioni politicizzate – secondo Papi – Asa e la gestione delle risorse idriche, che hanno privato ogni singola realta’ comunale della soddisfazione delle proprie necessità”.

Presenti anche – per il fronte del ‘sì’ – il sindaco di Portoferraio Roberto Peria, Giovambattista Fratini per il Comune di Rio Elba e il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti. “Abbiamo bisogno di un Comune Unico dell’Isola d’Elba – ha detto fra l’altro quest’ultimo, all’insegna delle motivazioni bipartisan dell’iniziativa – di strutture snelle, funzionari efficienti, capacita’ decisionali, rappresentativita’. I municipi – secondo Barbetti – saranno le risposte dirette alle esigenze del territorio. Sono d’accordo – ha aggiunto il sindaco di Capoliveri – con la necessita’ di indipendenza decisionale dell’Elba, ma questo potrà accadere solo attraverso il comune unico, che potrebbe essere quasi una piccola provincia”. Il dibattito finale, nel quale sono emerse ulteriori polemiche sul reale coinvolgimento delle associazioni di categoria nella iniziativa, si è concluso con la proposta di Roberto Marini, promotore del ‘comitato per il no”: “Facciamo pure il referendum – ha detto Marini – ma facciamolo Comune per Comune, dando la possibilità a ogni realtà territoriale dell’isola di esprimersi correttamente, e evitando soprattutto che altri decidano per noi”.