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Un podio che sa di vittoria, la lezione di Margherita

L'atleta elbana si ferma a soccorrere la sua principale avversaria caduta, raggiunta da altre concorrenti viene invitata a ripartire dalla campionessa e chiude terza

Un podio che sa di vittoria, la lezione di Margherita

Grande prova di carattere di Margherita Battini, portacolori dell’Atletica Isola d’Elba, al Lafuma Trail del Monte Casto, ad Andorno Micca. La gara, classica di fine stagione nel calendario trail italiano, si è svolta lungo un percorso di circa 46km con 2300 metri di dislivello positi lungo i sentieri che si snodano nei boschi delle prealpi biellesi; oltre 700 gli atleti al via, con circa 400 al via della lunga ed i restanti al via della corta (21km).

Altissimo il livello dei partecipanti, con atleti della nazionale maschile e femminile di ultra trail al via, oltre ad outsider di grandissimo valore, sia nella corta che nella lunga, come la campionessa mondiale in carica di ultra trail, la francese Maud Gobert (vincitrice nella 21 km), ed il grandissimo nepalese Dawa Sherpa, già vincitore dell’Ultra Trail du Mont Blanc, secondo assoluto nella 46 km.

Partendo dalla fine potremmo dire che Margherita è arrivata terza assoluta, centrando il podio in una gara che presentava al via le migliori atlete Italiane, ma lo svolgimento della gara è stato assolutamente rocambolesco.
Margherita si è presentata al via non al meglio della forma, probabilmente in difetto di allenamento e non in perfette condizioni fisiche, addirittura con il dubbio se correre o meno tutta la gara.

A dettare il ritmo della gara è stata la neo campionessa italiana e vice campionessa mondiale ultra trail Cecilia Mora, che al primo ristoro era davanti alla Battini di circa un minuto, poi dopo pochi chilometri, il primo colpo di scena, con la Mora che sbagliava strada e Margherita che a questo punto transitava al controllo cronometico del ventiduesimo chilometro con circa due minuti di vantaggio sulla campionessa.

Nel tratto successivo Cecilia Mora rientrava sull’atleta elbana, e dal quel momento le atlete correvano appaiate con un grande vantaggio sulle inseguitrici, Raffaella Miravalle (Valetudo Skyrunning) e Marcella Belletti (Gsa Pollone), che erano seguite poi dalle nazionali Bertasa, Arrigoni e Pensa.

Al passaggio del trentesimo chilometro le due leader transitavano appaiate, con un vantaggio tale che difficilmente avrebbe potuto essere colmabile, ma al termine di un tratto in discesa sbagliavano strada e si inserivano su di un sentiero che faceva parte del vecchio tarcciato di gara; dopo una decina di minuti le atlete realizzavano di aver sbagliato strada e tornavano indietro forzando i ritmi per rientrare in gara, e tornate sul tracciato raggiungevano la Belletti che nel frattempo era passata in testa. Staccata di nuovo l’ateleta biellese Margherita e la Mora tornavano in testa, ma a pochi chilometri dal termine l’ennesimo colpo di scena; in un tratto in discesa la Mora metteva il piede in fallo e cadeva rovinosamente, ferendosi al mento che iniziava a sanguinare copiosamente.

Mentre Margherita prestava i primi soccorsi alla compagna di gara si fermavano altri atleti, che una volta realizzato che la Mora non aveva riportato altri danni a parte il taglio, proseguivano poi la gara; tra questi anche la Belletti, che a quel punto tornava in prima posizione; dopo alcuni minuti in compagnia della Mora, Margherita veniva esortata da quest’ultima a riprendere la gara, così l’elbana si lanciava all’inseguimento della Belletti nel tentativo di recuperare la prima posizione, ma purtroppo si trovava in difetto di energie, anche a causa del ritmo elevato tenuto dopo l’errore di percorso. A due chilometri dalla fine Margherita, ormai molto stanca, veniva poi raggiunta da Cinzia Bertasa, che la superava agguantando la seconda posizione assoluta.

La gara si chiudeva quindi con La vittoria della Belletti in 4h59, seguita dalla Bertasa in 5h02 e Margherita in 5h04, poi Cecilia Mora, la Miravalle, La Pensa e la Arrigoni. Quindi un podio che ha il sapore di una vittoria, considerando tutto, condizioni fisiche non ottimali, errori di percorso e fermate forzate; la giovanissima elbana ha dimostrato ancora una volta che in condizioni di allenamento normali è nettamente l’atleta di riferimento in Italia al momento, e dopo quest’ultima fatica comincerà a programmare il 2012, che nelle attese di tutti gli addetti ai lavori sarà l’anno della consacrazione per Margherita. L’anno agonistico 2011 si chiude con 5 Trail di media lunghezza corsi (da 35  a 46km), con quattro vittorie ed un terzo posto, ma sopratutto con prestazioni di livello tale da consentirgli di piazzarsi in molti casi anche nei primi posti della classifica maschile, spesso davanti ad atleti di notevole livello.