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Sanità, reazioni e polemiche dopo le critiche della Cgil

Hanno sollevato commenti e discussioni le dichiarazioni del responsabile livornese del sindacato, che ha criticato i sindaci e il corteo del 7 ottobre

Sanità, reazioni e polemiche dopo le critiche della Cgil

Hanno suscitato molte discussioni e reazioni, fra i cittadini che animano gruppi e comitati in difesa dell’ospedale, le dichiarazioni del responsabile provinciale Sanità della Cgil, Ugo Tarchi, sulla manifestazione del 7 ottobre. Nel giorno dell’assemblea con iscritti e simpatizzanti elbani in viale Manzoni, parlando del caso della sanità elbana, il dirigente provinciale del primo sindacato italiano non ha solo presentato una nuova piattaforma rivendicativa rivolta all’Asl. Ma ha accusato i sindaci per la situazione emergenziale che ha portato al corteo di 20 giorni fa: “Spesso fra i manifestanti ci sono coloro contro cui manifestare”, ha detto Tarchi. “Se i sindaci si fossero riuniti lavorando a un piano di azione locale da sottoporre a regione ed Asl e poi le loro richieste fossero state disattese – ha aggiunto parlando con Teletirreno – allora avrei ritenuto comprensibile la presenza dei primi cittadini alla manifestazione con il tricolore, ma dopo anni di inerzia e di assenza di confronto anche con noi la cosa mi desta preoccupazione”. Soprattutto ha fatto discutere il giudizio – riportato dalla carta stampata e non smentito – secondo il quale cortei del genere “producono solo confusione quando a monte non c’è un programma da portare avanti”.

Dichiarazioni che hanno sollevato molte critiche “in rete”, in quei luoghi virtuali dove è nata e si è strutturata la manifestazione del 7 ottobre, che rappresenta probabilmente, forse anche al di là del tema sanità, il principale evento politico degli ultimi anni all’Elba, in termini di partecipazione e mobilitazione democratica. Qualcuno rimprovera alla Cgil una sostanziale accondiscendenza rispetto alle scelte dell’Asl, e indicando nel sindacato – per lo meno quello confederale – un soggetto corresponsabile delle scelte adottate negli ultimi anni, mediante intese e accordi (è stato citando l’addebito che in questo senso ai sindacati confederali hanno rivolto le sigle autonome). “Per favore, restate dove eravate – scrive qualcuno rivolto ai sindacalisti – e non intralciate con le vostre prese di posizioni il faticoso cammino che hanno avviato sia la Conferenza dei sindaci che i comitati dei cittadini in rappresentanza della cittadinanza elbana. La Sanità in questo momento non ha bisogno né di polemiche né di personalismi”. “Vorrei che si chiarissero le idee questi signori che solo oggi si ergono a paladini dalle facili soluzioni”, scrive un’altra partecipante al gruppo, che ritiene le dichiarazioni del sindacalista poco rispettose della “popolazione che è scesa in piazza per riappropriarsi di ciò che ci è stato tolto”. Altri rivelano che la mancata partecipazione al corteo (una scelta ripetuta a Cecina più di recente) si spiega proprio con l’assenso ai progetti dell’Asl (“andrebbero contro la loro stessa firma”). Altri ancora parlano di “allineamento”, e di Elba trattata come “terra di raccolta”. Qualcuno difende la posizione della Cgil, invita a valutare la piattaforma rivendicativa e l’impegno odierno: “Ritengo positivo quando si riconoscono i propri errori e si corregge la rotta”. “Attenti a non ragionare per colpifici e meritifici – avverte un’altra  – se gli  iscritti hanno costretto i dirigenti all’inversione di marcia”, allora meglio “non buttare il bambino con l’acqua sporca”. Ma “se non fosse per i cittadini elbani organizzati e competenti – riflette un altro – oggi non sapremmo nulla dello stato del nostro ospedale”.