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L’isola d’Elba deve essere inserita nel piano regionale della sanità

di Sergio Bicecci

L'isola d'Elba deve essere inserita nel piano regionale della sanità

Mi ero ripromesso , dopo il successo della manifestazione sulla sanità, di lasciar lavorare chi di dovere per rimettere ordine ai danni perpetrati nel nostro ospedale. Qualcuno diceva che pensare male non è bello, ma qualche volta è possibile essere nel giusto. Ora, sperare in buone soluzioni è bene, per quanto alcuni segnali non siano affatto incoraggianti. Bisogna precisare, purtroppo, che numerosi sono i provvedimenti da adottare per restituire un minimo di funzionalità alla sanità elbana e ridare credibilità a chi l’ha condotta colpevolmente a tale livello. Il Comitato Sanità, organizzatore della manifestazione, ne ha fatto un lunghissimo giusto elenco, naturalmente ciò che appare più urgente da ripristinare è l’ortopedia in considerazione anche dei numerosi eventi traumatologici che si verificano. Avevamo un reparto funzionante, anche se carente di organico, in grado di compiere sul posto i frequenti interventi di carattere ortopedico. Ripristinare quel Reparto può significare soltanto ridarci ciò che ci è stato tolto. E ciò che è stato tolto e che vorremmo ci fosse restituito è descritto molto bene anche nell’intervista dell’ex primario Antonio Boni, sul cui contenuto c’è molto da riflettere. Di ciò devono tenerne conto i componenti della Conferenza dei sindaci nei momenti e nei luoghi opportuni. La contropartita che sembra venire offerta, è la dipendenza dalla ortopedia di Piombino, questo non rientra nelle giuste aspettative. Sia chiaro, senza ombra di dubbio, non è in discussione la professionalità degli ortopedici piombinesi, che conosciamo bene e che stimiamo e ai quali dobbiamo essere grati per l’opera che stanno prestando. Qui si tratta di volere o no tenere conto della particolare condizione logistica, della insularità del nostro Territorio al quale dovrebbe essere riconosciuto e concesso un minimo di protocolli medici in più, evitando il più possibile trasferimenti, se non per casi limite. L’ortopedia rappresenta soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un esempio nella variegata gamma dei servizi che in questa fase non possono essere erogati, basta leggere l’elenco del comitato Sanità. L’Elba ha dimostrato finalmente, con una nutrita manifestazione, di esser forte e compatta, continui ad esserlo stimolando i sindaci, quali nostri delegati. Per questo motivo si rimandi a tempi successivi e migliori, la questione del Comune Unico, che farebbe disperdere sinergie, finalmente ritrovate, dividendo invece di unire la popolazione in virtù di un culturale campanilismo ancora esistente e difficilmente superabile, si ponga invece legittima richiesta, come asserisce il sindaco Mancuso, chiedendo con forza che l’Elba entri nel piano triennale della Sanità Toscana, affinchè possa usufruire anch’essa di una parte dei finanziamenti per la Sanità a giusta tutela della nostra salute, al superamento della immagine disdicevole che diamo della nostra isola carente in un settore così importante, ad evitare come più volte ricordato, di legare la salute e la vita ad un elicottero od altro mezzo che a causa della dilatata tempistica ci faccia giungere tardi dove invece dovremmo esse curati.