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Spari e abbattimenti dei mufloni nel Parco e in pieno Festival

di Yuri Tiberto (consigliere del Parco nazionale Arcipelago toscano)

Spari e abbattimenti dei mufloni nel Parco e in pieno Festival

Gentilissima direttrice Zanichelli, per il secondo fine settimana consecutivo, ricevo segnalazioni da parte di cittadini che denunciano di essere stati, più o meno bruscamente, costretti ad allontanarsi dai boschi nei quali intendevano trascorrere la programmata gita domenicale con la famiglia. Il motivo? Abbattimento autorizzato di mufloni. Ora io le chiedo: in pieno pomeriggio, in un giorno festivo, nei luoghi tradizionalmente più belli e accessibili del Parco (così mi è stato riferito.. ma chi li conosce, i confini?), e per di più durante una manifestazione tanto reclamizzata come il Walking Festival, come è possibile che si autorizzi la caccia agli ungulati? Persone armate di carabine (vere, mica i giocattoli che tanto inquietano altri membri del Consiglio…) che non solo vanno tranquillamente in giro per il Parco, ma che pure decidono dove e come una famigliola debba approntare il pic-nic? Bambini che magari un ora prima hanno assistito felci al passaggio di un gruppetto di mufloni, ipoteticamente costretti ad assistere alla rimozione e al trasporto degli stessi animali, morti ed eviscerati? E poi vogliamo ancora ipocritamente sostenere che “giammai la caccia dentro un Parco”?

Le chiedo pertanto di far pubblicamente sapere da chi, a quale titolo e secondo quali direttive sono stati possibili le azioni segnalate, e, per quanto di competenza del Pnat, di porre immediatamente fine a questa assurdità: gli abbattimenti selettivi finalizzati al contenimento di animali numericamente in eccesso sono chiaramente necessari, ma vanno effettuati nei luoghi idonei (magari cominciando dalle zone coltivate, dove si registrano danni), evitando le zone più frequentate dagli escursionisti, e soprattutto limitando le azioni di sparo alle ore notturne o alla mattina presto, meglio se in giorni prefissati e resi di pubblico dominio, e comunque escludendo in ogni e qualsivoglia caso le giornate festive e prefestive.

Senza un minimo di coerenza, sarà sempre più difficile far apprezzare agli elbani un Parco che incontrovertibilmente non gode al momento di troppe simpatie. E spero anche che con l’occasione si cominci a riflettere sul valore aggiunto che animali, magari non autoctoni, ma indiscutibilmente di grande attrattiva “mediatico-naturalistica” come i mufloni possono portare in ambito di attrattiva ed educazione ambientale: per un elbano, o per un semplice turista-naturalista, l’incontro con un grillo Rhacocleis tyrrhenica o con la sottospecie colosii della lucertola muraiola sarà anche fonte di giubilo in nome della difesa degli endemismi e della biodiversità… ma difficilmente si potrà paragonare all’emozione che può offrire la visione di un grande mammifero selvatico, con l’imponenza delle corna ricurve di un maschio adulto o la tenerezza di una femmina seguita dal piccolo.. Contenerne il numero a livelli tollerabili per l’ambiente e per le attività umane è tutto tranne che difficile: pensiamoci, prima di eradicare. Certo della sua comprensione e sempre con fattiva collaborazione.