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In piazza contro i giochi di guerra. Luciano Geri spiega perché

Il Consigliere comunale dell'opposizione spiega il sit in di sabato: "Negativa a livello culturale, sociale ed educativo la presenza di armi e il messaggio di istigazione alla violenza che portano con sé"

In piazza contro i giochi di guerra. Luciano Geri spiega perché

Una manifestazione contro i “giochi di guerra”. Sabato scenderanno in piazza per dire no al “Softair” a Capoliveri. Infatti il 14, 15 e 16 di ottobre il Comuni di Campo e Capoliveri ospiteranno un “gioco di guerra”. “Ci meravigliamo che le amministrazioni promuovano manifestazioni propedeutiche all’uso delle armi e alla violenza – afferma uno dei principali promotori dell’iniziativa Luciano Geri, che è consigliere comunale della opposizione a Capoliveri – reputiamo negativa a livello culturale, sociale ed educativo la presenza di armi e il messaggio di istigazione alla violenza che portano con sé. E’ una cosa giusta – si chiede ancora Geri – imporre a bambini e anziani che hanno conosciuto la guerra vera di essere testimoni di un gioco basato sulla simulazione di una guerra”. “Sconcertante inoltre -secondo i promotori – che proprio il Comune di Campo si presti a queste iniziative. Ricordiamo che nelle coste campesi avvenne lo sbarco delle truppe alleate che parteciparono all’operazione Brassard, quella vera. L’appuntamento per la manifestazione è prevista per sabato 15 dalle ore 17 in poi indossando una maglietta bianca, simbolo di pace”.