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I sì? Faziosi, confusi, a spese mie Perchè mi unisco al fronte del no

di Maurizio Poli (Movimento sociale Fiamma Tricolore)

I sì? Faziosi, confusi, a spese mie Perchè mi unisco al fronte del no

Mi unisco ufficialmente al fronte del “No” al Comune unico dell’ Elba ed intendo qui motivare le ragioni di questa scelta:

– mi sembra che le idee sul Comune unico siamo piuttosto confuse e non riesco ad individuare una più che valida ragione che lo sostenga (risparmio economico? piuttosto irrisorio per un territorio come il nostro, così come è inesistente se togliamo 8 Comuni ma lasciamo 8 municipi con gli stessi servizi e lo stesso personale. Anche il “peso politico” resta invariato, da soli o in 8 sempre 30.000 siamo e non riusciremo mai ad esprimere un nostro rappresentante nei locali alti della politica. Superamento del cronico campanilismo elbano e delle sue radici storiche? Non credo, il nostro è un territorio con alte tradizioni spesso profondamente diverse tra un Comune e l’ altro, come, solo per fare un esempio, lo sono i dialetti );
– sulla base dell’ art.74 dello Statuto della Regione Toscana, la raccolta delle firme per l’ istituzione del referendum, può essere effettuata su tutto il territorio regionale; personalmente non condivido ciò. Primo perchè non vedo cosa possa interessare ad un empolese o ad un aretino che all’ Elba vi sia un Comune unico anzichè 8; secondo per una questione di diritto in quanto reputo violi il contenuto dell’ art. 133 della Costituzione della Repubblica Italiana che testualmente recita: “La Regione, sentite le popolazioni interessate” – (è del tutto evidente che le popolazioni interessate sono quelle degli 8 Comuni elbani e non certo quelle di tutta una Regione)” può con le sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni o modificare le loro circoscrizioni e denominazioni “.
Risulta evidente, oltrechè fortemente democratico, che se sono solo gli elbani ad esprimersi  nel referendum (come è giusto che sia), anche le firme per indirlo dovrebbero essere raccolte tra gli aventi diritto al voto negli 8 Comuni dell’Elba.
– risulta poi palesemente incostituzionale (e qui invito il Governo a sollevare la questione di incostituzionalità come in precedenza ha già fatto, vincendo,  con la Regione Puglia che con una decisione statutaria aveva violato la Costituzione) l’art. 67 del già citato statuto regionale nella parte in cui prevede che il risultato del referendum è valido indipendentemente dal numero degli elettori che hanno partecipato allo stesso, in barba alla legge nazionale sul “quorum”.. Questo è veramente un fatto grave  e sconcertante perchè sta a significare che se  anche  vanno a votare 100 elbani su 26000 aventi diritto il referendum è valido, perchè sta a significare che la Regione potrebbe decidere di dare vita al Comune unico non se la maggioranza degli elbani si è espressa per il si, ma, molto più semplicemente, se la maggioranza dei soli elbani che sono andati a votare ha scelto il si.
– infine non mi piace l’atteggiamento spesso arrogante usato contro i dissidenti dai promotori del Comune unico; spesso emerge anche un clima di faziosità o di lotta alle streghe che credo conduca gli incerti verso una posizione più decisa verso il “no”. Da diverse esternazioni da parte del Comitato non si può non notare una mancanza di rispetto per le idee altrui, in puro stile stalinista non si sanno accettare voci contrarie; gli avversari (come idea intendo) sono spesso derisi se non zittiti o insultati definendoli “una specie in via di estinzione” o “contrari a prescindere”. Personalmente non condivido simili atteggiamenti. Credo invece vadano rispettate le idee di ogni persona, anche se distanti dalle nostre.
– per concludere devo confessare che non mi piace assolutamente il fatto che il Comune di Portoferraio sponsorizzi il Comitato per il Comune unico con i soldi di tutti noi cittadini, così come non comprendo il perchè ed a quale titolo la Provincia di Livorno metta a disposizione del Comitato i propri locali ed il proprio personale per la raccolta delle firme. In fondo il Comitato è soltanto un insieme di cittadini che vogliono portare avanti un’ idea di tutto rispetto in cui credono, ma che non possono usare soldi pubblici per cercare di annientare le menti degli altri cittadini che non la pensano come loro.