Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Noi, l’Asl e il corteo elbano. Quel che non convince delle spiegazioni

Noi, l'Asl e il corteo elbano. Quel che non convince delle spiegazioni

Prendiamo atto del fatto che, dal punto di vista tecnico, secondo l’Asl il nostro giornale è incappato nell’accesso limitato nell’intranet aziendale senza alcun intento censorio. Ci sono parametri e limitazioni in rete che le aziende prevedono per motivi di efficienza. Quello che lascia l’amaro in bocca, però, è la scarsa attenzione che l’azienda, volutamente o meno, ha riservato al nostro oscuramento, oggi definito ingiustificato. E’ da dieci giorni che tutti sanno (evidentemente anche i vertici aziendali, funzionari e dipendenti) che Tenews era oscurato ma nessuno, nonostante le nostre sollecitazioni, si è preoccupato di chiedere che cosa fosse successo o se fosse possibile ripristinare l’accesso, neanche chi, fisicamente o per lavoro, si trova a stretto contatto con la realtà elbana che quindi sa o dovrebbe sapere che cosa succede nell’ospedale. Tutti hanno accettato questo disguido tecnico che ha fatto scattare un divieto in modo indebito. Numerose segnalazioni sono state sollevate su questo “incidente”, e noi stessi abbiamo chiesto una spiegazione. Nessuno, dei diversi settori dell’azienda Asl, si è preoccupato di informarci e, perchè no, di tranquillizzarci assicurandoci un interessamento per risolvere la questione.

Dispiace che un organo di informazione fra i più letti della provincia, che ha sempre cercato di lavorare per un’obiettiva informazione sulla sanità elbana, dando voce all’azienda ma anche a chi denunciava disservizi e carenze, non abbia avuto la benché minima dimostrazione di attenzione per il suo diritto di informare. L’unico tentativo di rassicurazione lo ha compiuto questa mattina Luca Cei, il direttore amministrativo, nell’ultima di una serie infinita di telefonate. Si tenta di minimizzare, ma chi comprende l’importanza dell’informazione in un momento come questo per l’Elba non potrà che essere d’accordo con noi sulla gravità di questo atteggiamento.