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Non sottostiamo ai ricatti. Noi difenderemo gli elbani

di Roberto Marini per il Comitato per il no

Non sottostiamo ai ricatti. Noi difenderemo gli elbani

Otto Comuni significano molte opportunità per tutti, più ascolto e più democrazia, quella che noi intendiamo difendere. Il comitato “del sì a prescindere”, attaccando questa stupenda, storica articolazione democratica dell’Elba, compie una subdola mistificazione della realtà. La grande manifestazione per la sanità dell’isola dimostra che un’intera collettività si è ribellata a una politica fiorentina che ha deciso di sacrificarci ad altri territori, ai quali vengono tranquillamente e inutilmente destinate molte più risorse. Ma quando sono in campo gli interessi dei cittadini, l’Elba è compatta. La necessità di azzerare le nostre voci è risibile, come il presunto “risparmio” che si otterrebbe con la fusione forzata. Noi vogliamo e possiamo ottenere il rispetto dei nostri diritti, con i nostri otto Comuni e con la nostra pluralità politica. Se a governare l’Isola ci fosse già stato un sindaco allineato pensate che avrebbe sfilato da solo insieme al Comitato contro la Regione? E se al comando ci fosse stato solo un Sindaco pensate che non ci sarebbe stato tra la gente del partito opposto una reticenza a scendere in piazza?  Solo la pluralità è garanzia di democrazia. Comunque non intendiamo sottostare ad alcun ricatto o rinunciare alla nostra libertà.

Queste sono le ragioni che animeranno un comitato del No a questo finto referendum – finto perché la Toscana ha subdolamente approvato una legge incostituzionale che ammette firme raccolte su tutto il territorio regionale (quelle che hanno già raccolto) ed esclude la condizione democratica del quorum. La Costituzione e molteplici sentenze della Corte Costituzionale stabiliscono espressamente che per la validità di un referendum che cambia i confini territoriali le firme devono essere raccolte solo tra le popolazioni interessate e chiedono che si esprima la maggioranza degli aventi diritto al voto. È per questo che si tratta di un referendum truffa, un’operazione ingannevole, incostituzionale e antidemocratica. Ed è per questo che invitiamo a non firmare.

Il nostro comitato accoglierà più che volentieri il vice capogruppo provinciale del Pd, Pino Coluccia, se vorrà farne parte, e con lui tutti i democratici elbani che intendono aderire e che manifestano già nelle piazze dei paesi contrarietà a tutta questa operazione. Saranno a fianco di tutto quel popolo elbano che vede nel pensiero unico un attentato alla democrazia, oltretutto non giustificato da alcun reale vantaggio amministrativo o economico. La nostra apertura sarà massima, e anche su questo si misurerà la differenza con un comitato promotore del sì che è sempre più egemonizzato da faziosità e intolleranza, come dimostra il trattamento insultante riservato dai suoi promotori a sindaci, amministratori e politici – di partiti e orientamenti diversi  – che nel corso degli anni si sono sempre misurati con il giudizio degli elettori, conquistando migliaia e migliaia di voti e con essi la rappresentanza e la fiducia dei cittadini dell’Elba. Quella che noi difenderemo in ogni sede. Quanto detto interpreta il pensiero del “Comitato del no” fatto dei Segnini, Ciumei, Bulgaresi, Mancuso, Papi, Bosi, e di tutto quel popolo elbano che vede nel  pensiero unico un vero e proprio attentato alla  democrazia.