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“Alcuni sindaci corresponsabili Grave la decisione del Comune”

Rifondazione Comunista: "La Regione ha programmato lo smantellamento, ma i primi cittadini hanno le loro responsabilità". Solidarietà ai dipendenti della Biscotteria

"Alcuni sindaci corresponsabili Grave la decisione del Comune"

La Regione ha programmato lo smantellamento della sanità elbana, ma anche i sindaci hanno gravi responsabilità”. Mette nel mirino politici e amministratori Rifondazione Comunista, più che l’Azienda sanitaria locale. “Dei sindaci ci fidiamo fino ad un certo punto, e avremmo sinceramente preferito non vederli alla testa del corteo”, dicono dal circolo Lupi del Prc, con questo intervento a commento della manifestazione di venerdì, mentre manifestano solidarietà ai dipendenti del Comune di Portoferraio, che hanno contestato la decisione di non concedere il permesso di partecipare al corteo: “La grandissima manifestazione di venerdì contro la programmata trasformazione ad opera della Regione dell’ospedale elbano in “Pronto soccorso avanzato”, ha rappresentato un grande momento di partecipazione senza precedenti per dimensioni nella storia della nostra isola. L’intera società civile e tanti semplici cittadini hanno dimostrato di avere le idee chiare sui rischi che corre il nostro diritto alla salute. Rifondazione comunista, presente in forze alla manifestazione, porterà nel Consiglio regionale le legittime richieste dei comitati alle quali ieri solo parzialmente ha dato risposta la commissione consiliare. E spetterà ancora una volta ai cittadini vigilare sugli impegni presi.

Dei sindaci, lo abbiamo ripetuto più volte, ci fidiamo fino ad un certo punto e avremmo sinceramente preferito non vederli alla testa del corteo. Alcuni di loro hanno gravissime responsabilità per quanto sta accadendo. Dobbiamo ricordarci che lo smantellamento della sanità elbana non è un processo che inizia oggi, con la chiusura di ortopedia: sono anni che pezzo per pezzo vengono ridotti i servizi e il personale medico e infermieristico. Alcuni sindaci farebbero bene a spiegare che uso è stato fatto delle grandi somme messe a disposizione in passato dalla Regione per sopperire alle difficoltà specifiche dell’insularità: dove sono finiti i soldi del Progetto Elba? Quanti ne sono stati utilizzati e come? E d’altronde ci ricordiamo anche di cosa accade ai tempi della chiusura della cementeria quando alcuni capipopolo che sfilavano in testa alle manifestazioni in realtà stavano trattando sottobanco con la proprietà per interessi privati e non a difesa dei lavoratori. Noi comunisti siamo convinti che l’utilità di manifestazioni come quella di ieri stia anche nel ribadire la centralità della sanità pubblica, fondamentale per l’attuazione dei diritti sanciti dall’articolo 32 della nostra Costituzione. Sanità pubblica sotto attacco in Toscana ma anche a livello nazionale da parte del centrodestra; in via di smantellamento in regioni, come la Lombardia, governate dai politici di Berlusconi e dai suoi alleati centristi”.

Il circolo di Rifondazione comunista, inoltre, “esprime la piena condanna per quanto accaduto ai dipendenti del Comune di Portoferraio ai quali si è cercato di impedire di partecipare alla manifestazione contro la chiusura dell’ospedale elbano”. “Non sappiamo perché la giunta abbia prima autorizzato la partecipazione, seppure a partire dalle 11 (la manifestazione iniziava alle 9,30) e poi vietato l’uscita. Certo è che chi ha voluto comunque presenziare al corteo è stato scoraggiato dai dirigenti e ha dovuto assumersi la responsabilità di uscire a proprio rischio. Purtroppo si tratta soltanto di un ulteriore episodio della pesante situazione vissuta ormai da tempo dai lavoratori comunali portoferraiesi, spesso vittime di atti gravissimi che la giunta e il sindaco fanno finta di non vedere. Ai lavoratori del Comune di Portoferraio esprimiamo la piena solidarietà dei comunisti elbani”.