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Maxi operazione anti-droga, il capo arrestato all’Elba

Sei persone in manette fra l'isola, Cecina e Piombino per traffico di sostanze stupefacenti. Il boss dell'organizzazione, chiamato "Baffo", aveva organizzato un'attività di spaccio con base a Portoferraio con una fitta rete di pusher

Maxi operazione anti-droga, il capo arrestato all'Elba

Una vasta operazione antidroga condotta fra l’Elba, Piombino, Cecina Firenze e Napoli ha portato nei giorni scorsi il Gip di Livorno ad emettere sei provvedimenti di custodia cautelare in carcere ai danni di altrettante persone tutte di origine marocchina facenti parte di una grossa organizzazione criminale dedita alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti. A finire nelle rete degli investigatori Hammoudi Mhammed, Ait Aissa Khalid, Benjamaa Mohamed, Eddguooghy Redouane che a seguito del provvedimento emesso dal Giudice Beatrice Dani sono stati tratti in arresto e condotti nel carcere di Livorno. Due di loro Ait Aissa Khalid e Benjamaa Mohamed sono stati trovati sul territorio di Piombino, il terzo Hammoudy Mhammed, detto “Baffo” e considerato il capo dell’organizzazione criminale, risiedeva all’Elba e precisamente a Portoferraio da dove gestiva una consistente attività di spaccio di stupefacenti tra Piombino e l’isola avvalendosi di una fitta rete di pusher locali. Il rifornimento, come hanno rivelato le indagini condotte congiuntamente dai commissariati di Piombino, Portoferraio e Cecina insieme alle squadre mobili di Firenze e Napoli avvenivano nel capoluogo toscano presso Redouane Eddguooghy e il fratello di lui Cherky, già arrestato a Piombino lo scorso marzo con due chili di hashish. Al momento proseguono le ricerche, invece, per l’arresto delle altre due persone coinvolte nell’operazione. Gli inquirenti hanno fatto sapere che a seguito delle perquisizioni personali e locali effettuate in questi giorni nei confronti degli indagati sono stati trovati banconote per un totale di 10mila euro e altro materiale utile ai riscontri investigativi. Le indagini erano partite nel settembre 2010 a seguito dell’operazione Giulio Cesare, conclusasi ad agosto scorso e che aveva apportato all’arresto di otto persone italiane e marocchine che si rifornivano a Torino e spacciavano a Piombino. E proprio i fornitori piemontesi erano anche fornitori del Baffo il capo dell’organizzazione sgominata nei giorni scorsi e che aveva cambiato rotta cercando rifornimenti sulla città di Firenze.