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I sindaci: “Compromessi i livelli minimi di risposta”

Posti letto, reparti, esami, pronto soccorso. Ecco tutto quello che non va, nel documento che la Conferenza dei sindaci sulla sanità ha presentato a Firenze all'incontro con l'assessore regionale e lo staff del governatore: "La comunità elbana rifiuta questo quadro e chiede il ripristino di uno stato d'efficienza"

I sindaci: "Compromessi i livelli minimi di risposta"

“Analisi Sanità Elba settembre 2011”. Ovvero il quaderno delle doglianze della sanità isolana.  Questo che pubblichiamo è il documento che è stato presentato a Firenze, all’incontro con l’assessore regionale alla Salute e con lo staff del governatore Enrico Rossi, dal presidente della conferenza dei sindaci, Vanno Segnini, insieme ai primi cittadini dell’isola. Contiene un quadro esaustivo come non mai delle carenze, dei problemi, dei ritardi nel servizio legato alla sanità. Alcune questioni note, altre finora sconosciute. Le conclusioni sono chiarissime: “Il quadro sanitario elbano – si legge – già non ottimale e svantaggiato rispetto alle altre realtà aziendali, che abbisognava di iniziative di recupero e di crescita, anche in funzione delle sue specificità insulari, è stato di contro sottoposto ad un processo di contrazione di servizi che hanno probabilmente compromesso i livelli minimali di risposta”. “La Conferenza dei sindaci e tutta la comunità dell’Elba – continua il documento – rifiuta il rappresentato quadro di riferimento e chiede alla Regione Toscana e per essa ai suoi singoli organi di governo e di programmazione, che sia invertito il processo intrapreso dall’Azienda assicurando il ripristino dello stato di efficienza della sanità sull’Isola d’Elba”.

Ecco il testo integrale: “Il presente documento rappresenta il quadro attuale dello stato dell’offerta dei servizi sanitari dell’Isola d’Elba, evidenziando i processi negativi a cui è stata sottoposta, le proposte di recupero e di miglioramento ed in genere le “giuste” rivendicazioni degli elbani finalizzate a ricevere, nel settore, una offerta corrispondente a quanto previsto dalla Regione Toscana nel vigente Piano Sanitario Regionale. Offerta per molti servizi inferiore a quella assicurata ai cittadini delle altre zone e non per motivazioni collegate alla nostra insularità.

Articolazione territoriale:

Stato attuale
-Portoferraio: non esiste una struttura unica. Le funzioni sono frammentate in numerose strutture non collegate tra loro. I servizi non sono ottimali anche in connessione a tale frammentazione strutturale.
-Marina di Campo: Il CSS ha spazi insufficienti. Non esiste locale di attesa.
-Marciana Marina: Il CSS è strutturalmente carente e non è suscettibile di miglioramento
-Porto Azzurro: struttura adeguata
-Rio Marina: Il CSS è strutturalmente carente. Sono stati progettati lavori di adeguamento più volte posti in calendario e mai attuati.
-Capoliveri-Sede secondaria zonale-struttura inadeguata da sostituire
-Pomonte- sede secondaria zonale. Struttura messa a disposizione dal Comune, con l’Azienda è stata programmata l’attività, ma mai è stata attivata
-Rio Elba- sede secondaria zonale. Struttura messa a disposizione dal Comune, con l’Azienda è stata programmata l’attività, ma mai attivata.
Nelle sedi secondarie viene fornita una serie limitata di servizi e solo limitatamente ad alcuni giorni settimanali

Necessità riconosciute e mai attuate
1) Lavori adeguamento Rio Marina
2) Ampliamento edificio Marina di Campo
3) Acquisizione e adeguamento Marciana Marina
4) Trasferimento sede a Capoliveri
5) Realizzazione Casa Della Salute a Portoferraio
6) Accordi con Farmacie ed Enti terzi per attività amministrative
7) ADI 7/7 (migliore copertura pomeridiana e festiva)

Anche i servizi di seguito indicati, ad alta valenza sanitaria sono stati più volte calendarizzati ma mai attuati
– Ospedale di Comunità (già presente nelle altre tre zone aziendali)
– La rete di cure palliative. Attivazione di due posti di Hospice (risposta già presente nelle altre tre zone)

Infine è stata più volte rappresentata l’esigenza di realizzare ulteriori interventi per adeguare la risposta elbana a quelle già presente nelle altre zone.
– Miglioramento della risposta alla salute mentale sul territorio. Il numero di posti in strutture semiresidenziali medio aziendale è pari a 5,6 la disponibilità elbana si ferma a 2,53. L’intervento sanitario è centrato sull’urgenza e sull’invio al pronto soccorso. Gli interventi sono fortemente collegati all’uso di farmaci. Il settore va globalmente riprogettato con una ottica centrata sulla salute e la prevenzione. Supportare gli individui che vivono in uno stato di emarginazione e le famiglie. Superamento del trattamento ospedaliero e territorializzazione dell’operatività
– Riorganizzazione dei servizi agli anziani
Spesa per prestazioni residenziali in RSA, azienda 113,24 elba 53,58. Numero posti letto in RSA azienda 9,89 elba 4,21. Unica struttura presente per la non autosufficienza coperta con i fondi del sociale (a carico dei Comuni).

Nella sostanza emerge che il territorio, seppure ripetutamente riconosciuto in tutti i documenti aziendali come punto di riferimento per una sanità di futuro per la zona Elba rimane a bassissimo livello di offerta di servizi, con strutture inadeguate, senza immediate previsioni di incremento. Si tratta di un quadro sostanzialmente immutato da molti anni , se non in regresso, con servizi non stabilizzati sia sotto il profilo qualitativo e quantitativo, fortemente legati alla presenza degli operatori che insistono, di volta in volta, sulle singole strutture.

Unici punti di relativa eccellenza sono rappresentati dalle attività domiciliari, prevalentemente a contenuto infermieristico, e dalle progettazioni legate alle attività dei medici di base. L’Azienda in questo settore ha assunto ripetutamente impegni che non hanno avuto alcun contenuto. La Rsa presente sul territorio strutturata per 40 posti è utilizzata nel limite di 30. Le eccedenze degli spazi di tale struttura sono stati ripetutamente in vari documenti destinati ad altre iniziative di miglioramento. Ma l’Azienda a tali progettazioni non ha dato mai attuazione e gli spazi permangono da lungo tempo inutilizzati. Per concludere nulla è stato fatto in termini di miglioramento e la zona Elba presenta il più basso livello di offerta di servizi territoriali delle 4 realtà aziendali


Ospedale

L’offerta ospedaliera si è fortemente contratta nell’ultimo biennio a seguito di una serie di iniziative attuate dalla Direzione Aziendale che hanno visto:
Riduzione dei posti letto da 91 (84+7) a 78 (69+9) ottenuta attraverso la unificazione dell’area chirurgica (chirurgia + ortopedia) e di quella Materno infantile con contestuale abbattimento della risposta nell’area medica.
Anche a seguito della organizzazione ospedaliera per intensità di cura.
Questi interventi hanno prodotto:
-Medicina perdita della struttura complessa. Presenza medica da 1+7 a soli 6 operatori con contestuale contrazione degli infermieri passati da 23 a 21
-Ortopedia perdita della struttura complessa. Presenza medica da 1+3 ad un solo operatore. Per l’intera area chirurgica da 23 a 14 infermieri.
-Ostetricia da 5 a 4 medici e per tutta l’area materno infantile infermieri da 19 a 14.
Parallelamente sul fronte dei servizi:
-Radiologia Riduzione di un medico (da 4 a 3) Nessuna sostituzione in caso di gravidanza che ha fatto scendere di fatto il numero a soli 2 operatori per lungo tempo
-Laboratorio 4 laureati ridotti a 3

La storica presenza di guardie attive mediche strutturate quali Medicina, Chirurgia, Pronto soccorso, ancora oggi operanti risultano in totale crisi per la insufficienza nel numero degli operatori espressi da ciascuna struttura.
In Medicina la stessa inadeguatezza dei numeri del personale medico produce anche la rarefazione dell’offerta ambulatoriale risultando prioritaria la turnazione a garanzia della guardia attiva. Anche l’Anestesia risulta da sempre in crisi. Settore per il quale viene riconosciuta la necessità della guardia attiva sulle 24 ore, viene da molto tempo sorretto dalla presenza di soli 2/3 operatori medici che assicurano servizi, in turni ripetuti di pronta disponibilità, con oneri a carico del “Progetto Elba”.
Nel passato a questa specialistica erano assegnati 5 operatori. Anche in questo settore si registra un sostanziale regresso in presenza di una riconosciuta esigenza di incremento.
L’attuale offerta impone ai presenti turni di pronta disponibilità (sostitutiva e integrativa ) che sviluppano disponibilità costanti con valori non inferiori a 80 turni mensili.
Cioè a dire per i medici anestesisti assegnati al Presidio dell’Elba essere costantemente reperibili.
Conseguentemente la inadeguata presenza di anestesisti influisce anche sull’intensità dell’attività operatoria, riducendo la risposta in termini chirurgici.
La scarsità degli operatori sanitari per tutti i servizi presenti all’Elba è stato fino al presente sostenuto e in parte superato con iniziative individuali incentivanti , rese possibili dai finanziamenti regionali sull’insularità, oggi messe in discussione dalla riduzione operata dalla Regione sugli stanziamenti di tali risorse.
La scelta aziendale di supportare l’Elba con l’apporto dei dipartimenti spostando incentivazioni sugli operatori all’esterno dell’isola non sembra risolutiva dei problemi.
Infatti permane l’esigenza delle seguenti certezze:

Iniziative di miglioramento per l’ospedale.
-Medicina Generale ripristinare la struttura complessa e il numero dei medici storico (1+7).
Tale fatto produrrà qualità in un settore ad alta valenza sanitaria, per un ospedale come il nostro, che aggrega sulla Medicina molte specialistiche inclusa la cardiologia.
I numeri indicati conferiranno sensibili miglioramenti alle tempistiche ambulatoriali oggi su valori improponibili (alcuni mesi di attesa)
-Ortopedia: ripristino del numero dei medici presenti nella struttura (4) con garanzia di attività tra servizio attivo e reperibilità per le 24 ore.
Non è ipotizzabile il normale trasferimento di pazienti su Piombino anche per risolvere semplici problemi di valutazione del caso. Due giorni fa di notte una turista per una lussazione di un gomito è stata trasferita a Piombino. Si trattava di un’attività che fino ad oggi veniva assicurata all’Elba. Questi eventi producono grandi danni alle persone ed in genere all’economia turistica, se viene percepita insicurezza sanitaria per la popolazione e gli ospiti.
Il principio generale deve essere quello della mobilità dei medici e non dei pazienti e tale principio deve valere per l’ortopedia non solo per attività operatorie in elezione con frequenza una volta la settimana.

-Anestesia elevazione degli operatori medici ad almeno 6 unità assicurando servizi di guardia attiva h 24 per tutto l’arco dell’anno. Si tratta di un servizio irrinunciabile per l’Elba in quanto assicura una effettiva risposta al suo stato di insularità e alla relativa domanda di emergenza che produce il suo territorio.

Una “urgenza” sul continente può ricevere risposte da più strutture, in base all’intensità della domanda. Sull’Isola è offerta una sola risposta che deve essere tale da garantire, se possibile in loco, un efficace trattamento o una stabilizzazione che garantisca il corretto trasferimento del paziente.
Una domanda sanitaria espressa dall’Elba specialmente in emergenza deve ricevere una risposta confrontabile con quella assicurata sul continente. Pertanto nessuna differenza rispetto ad un identico evento presentato dalle altre aree aziendali.
-Radiologia ripristino dei 5 operatori medici presenti nel passato. Si può concordare che la telemedicina, con il trasferimento delle immagini, riduce la necessità di operatori.
Ma è vero anche che il settore ecografico, attualmente coperto dai radiologi, è legato alla presenza del medico. L’attuale stato delle liste di attesa, sia per la radiologia che per l’ecografia, presentano tempi inaccettabili ovviamente correlati alla mancanza di operatori medici.
Si ricorda che si tratta di un servizio di rilevante importanza nella gestione delle emergenze. Il nostro ospedale offre solo questo punto di valutazione del paziente, oltre il laboratorio, l’efficienza e la pronta risposta di questi due servizi non può essere messa in discussione.

Gestione dell’emergenza
In questo settore si rileva che le prime criticità emergono nella gestione della fase territoriale. Pur in presenza di normative che indicano il tempo di 20 minuti nella risposta, l’organizzazione elbana presenta un anacronistica offerta di un servizio strutturato con il Rendez-vous. Un solo punto PET centrale di Portoferraio con presenza medica (salvo modeste integrazioni territoriale estive diurne). Detto PET risponde di seguito ad interventi primari delle Associazioni del territorio effettuati con automezzi non medicalizzati. Ordinariamente si prevede, di fatto sulla strada, il trasferimento del paziente dalla prima alla seconda ambulanza in situazioni facilmente immaginabili in particolare nella stagione invernale.
Il servizio di fatto non rispetta i previsti tempi di intervento, non è dignitoso e non è coerente con le necessità del paziente che di contro dovrebbe essere tutelato sin dalla immediata presa in carico sanitaria, con la presenza di un medico. Sembra abbastanza risibile lo sforzo che vuole attuare l’Azienda di allestire una camera calda per un paziente che ha ricevuto un trattamento primario dai connotati precedenti. La successiva presa in carico ospedaliera si muove con tutte le criticità evidenziate e a contenuto variabile in funzione del momento in cui emerge la domanda.
Infatti per un lungo periodo della giornata, salvo una possibile risposta dagli operatori in guardia attiva, si attivano servizi che operano in reperibilità, con i relativi tempi di attivazione.
L’ipotesi peggiore e che gli specialisti siano assolutamente assenti, se non si ha la fortuna di domandare risposte quando è saltuariamente presente un operatore specialistico ambulatoriale.
Questa mancanza di risposta si verifica normalmente per domande di oculistica, di urologia, di otorino e per qualsiasi altra richiesta di specialistica di secondo livello.
A seguito delle recenti innovazioni aziendali anche per l’ortopedia, disciplina ordinariamente garantita sull’isola, viene cassata ogni risposta, neppure in reperibilità.
Questo pur nella coscienza che la traumatologia è un evento che all’Elba si presenta con una certa frequenza e che ha un impatto sanitario di elevata consistenza.
Ma la massima differenza che subiscono gli elbani rispetto ai “continentali” si verifica in presenza di un evento cardiologico quali l’infarto od altro di pari intensità.  Nel nostro ospedale non esiste una struttura Utic.
La cardiologia è uno dei servizi della Medicina senza una organizzazione specifica di settore pertanto priva di risorse dedicate alla gestione di questo tipo di emergenza.
Il trattamento sanitario che ricevono gli elbani in questi casi è certamente diverso dagli altri pazienti aziendali e non completamente collegato al fatto di vivere su di una isola anche la insufficiente organizzazione nella risposta ha una grande valenza sul risultato.
Risultato non compensato dai trasferimenti in elicottero ammesso che siano attuabili in quel momento.
Nell’anno 2010 sono stati attivati 106 voli (5 primari e 101 secondari) di cui 69 di giorno e 39 di notte, con 5 voli non effettuati(2 per guasti e 3 per avverse condizioni meteo)
Lo sforzo richiesto all’Azienda è da sempre quello di ridurre il differenziale connesso alla insularità, ma di contro vengono ordinariamente utilizzati i fondi regionali specifici per richieste di attività aggiuntive agli operatori sanitari presenti sul territorio, a causa dalla insufficiente dotazione organica degli stessi.
Insufficiente dotazione che è anche causa della parallela inadeguata offerta dei servizi sull’isola.

Pronto Soccorso
La struttura inadeguata sotto il profilo strutturale, riesce a garantire risposte adeguate nel periodo invernale, risulta ordinariamente in difficoltà in estate quando la domanda aumenta da 3 a 5 volte. Ogni anno la integrazione di organico estivo diventa sempre più complessa da garantire.

Punto Nascita
Attualmente l’ospedale di Portoferraio assolve alle funzioni di punto nascita per la quasi totalità della domanda di questo settore espressa dall’Isola d’Elba. Sono soggetti a trasferimento, presso altri ospedali in particolare Pisa, soltanto situazioni di importante spessore sanitario e cioè quando può risultare critica la situazione di uno dei due soggetti impegnati nell’evento.
Pur riconoscendo che che i livelli di sicurezza operativa sono collegati ai volumi di attività, che nel caso dell’Elba non vengono espressi nelle dimensioni dei parametri previsti, è da ritenere improponibile il trasferimento sistematico della intera domanda così come definito dalle linee regionali e nazionali.

All’Elba esistono specificità tali da offrire soluzioni alternative, seppure sperimentali, che assicurino la permanenza dell’attività sull’isola. Anche in questo caso deve valere il principio che l’organizzazione si moduli sulle caratteristiche della domanda e non con concetti contrari. La formazione e la rotazione su sedi diverse in molti casi consente di elevare la casistica e l’espertizzazione degli operatori e garantire la necessaria sicurezza richiesta dalle normative e pretesa dalle donne e da tutta la popolazione elbana. Si ricorda come in più occasioni riportato che la presenza di un servizio anestesiologico in guardia attiva h24, è il primo passo per la soluzione di tutte le emergenze e per offrire anche alle donne elbane la procedura del parto indolore così come viene assicurato oltre il canale.

Liste di attesa per prestazioni ambulatoriali
Si tratta di un problema ripetutamente rappresentato che non ha ricevuto soluzioni da parte dell’Azienda. La tipologia delle prestazioni offerte direttamente sull’isola è di gran lunga inferiore, nel numero e nella tipologia, rispetto a quanto presente sulle altre zone aziendali.
Nessuna integrazione nel tempo è stata assicurata sull’offerta Elba e normalmente gli elbani debbono spostarsi negli altri ospedali per ricevere quanto loro prescritto.
Risulta comprensibile la difficoltà per l’Azienda di offrire prestazioni legate a strumentazioni particolari quali la RMN ma tantissime collegate alla semplice presenza dell’operatore potrebbero essere garantite direttamente sull’isola
Per superare il problema del disagio degli elbani più volte è stata rappresentata la necessità che l’Azienda, con i soldi dell’insularità si facesse carico di predisporre, nelle altre zone, agende dedicate agli elbani, assicurando la parallela organizzazione delle navette di collegamento dal porto di Piombino. Sempre in un concetto di ospitalità è stato più volte richiesto quello di offrire organizzazioni aziendali per le famiglie impegnate in assistenza di pazienti ricoverati in ospedali del continente.
A questo proposito è opportuno riflettere a quale impegno viene sottoposta una famiglia elbana nell’assistenza ad un proprio familiare per tutte le prestazioni che si eseguono su tempi lunghi, quali recuperi da ictus o sul motorio.
Farsi carico di questo disagio vuol dire davvero capire le problematiche derivanti da essere abitanti di una isola.

Tempi di attesa per prestazioni ambulatoriali
Oltre aspetti predetti in termini di necessaria mobilità degli elbani per ottenere le prestazioni, è anche da mettere in evidenza che per quelle storicamente offerte sull’isola esistono tempi d’attesa (da sempre per le stesse specialistiche) mai contratti, ed in particolare l’oculistica, tutto il settore radiologico, quello ecografico, e cardiologico.
Quest’ultimo sebbene risulterebbero assicurate iniziative di attivazione di convenzioni esterne.
Sempre in tema di prestazioni effettuate sull’isola è da segnalare questa situazione non ha giustificazioni se non riconducibili alla scarsa attenzione che viene riservata dall’Azienda ai problemi sanitari dell’Elba
L’intervento Cataratta, assicurato attraverso la specialistica di Piombino sconta all’Elba un tempo di attesa di 189 giorni con esecuzione di un numero di prestazioni, nel periodo gennaio/agosto di sole 63 unità, mentre gli stessi operatori nel medesimo periodo forniscono a Piombino 530 prestazioni e tempi di attesa di 55 giorni.
Sia per quest’ultimo evento che per i servizi normalmente offerti nelle altre zone, come sopra rappresentato, quali per il territorio, l’Ospedale di Comunità. hospice ed altro, come sarà riferito anche successivamente, la sensazione degli elbani è quella di essere assolutamente dimenticati.
E’ opportuno sottolineare che noi elbani godiamo di maggiori quote capitali assegnate dalla Regione per compensare il nostro stato di abitanti su di una isola ma riceviamo di contro risposte sanitarie inadeguate e non confrontabili che quelle dei continentali di questa stessa Azienda.
Dobbiamo concludere, visto lo stato di attenzione che riceviamo, che serviamo solo per fare “tesoretto” nelle strategie dell’Azienda.

La rete di riabilitazione
Nei documenti aziendali si legge che nel dicembre 2010 è stato costituito il Dipartimento di riabilitazione e che sono dovuti all’Elba 4 posti letto di cod.56 (ospedalieri) e 4 posti letto di ex art 26(territoriali).
Al presente non viene garantita nessuna risposta sebbene più volte messi in programma.
In questo stesso momento nelle altre zone sono presenti efficienti servizi anche sovra-strutturati rispetto ai parametri di riferimento.
L’attività territoriale fino al 2010 assicurata nei 4 CSS è attualmente sospesa in quelli di Porto Azzurro e Marciana Marina per carenze di personale ed in attesa previste integrazioni con contestuali accentramento di servizi
L’attività per minori ha ricevuto una robusta contrazione negli spazi a disposizione del centro di Portoferraio e parallela contrazione del servizio di logopedia nelle sedi territoriali

Conclusioni
In ogni singolo settore precedentemente evidenziato, sono state riportate annotazioni di sintesi alle quali è opportuno rimandare per una loro più puntuale valutazione. Per concludere si può solo rilevare che il quadro sanitario elbano già non ottimale e svantaggiato rispetto alle altre realtà aziendali, che abbisognava di iniziative di recupero e di crescita, anche in funzione delle sue specificità insulari, è stato di contro sottoposto ad un processo di contrazione di servizi che hanno probabilmente compromesso i livelli minimali di risposta. La Conferenza dei sindaci e tutta la comunità dell’Elba rifiuta il rappresentato quadro di riferimento e chiede alla Regione Toscana e per essa ai suoi singoli organi di governo e di programmazione, che sia invertito il processo intrapreso dall’Azienda assicurando il ripristino dello stato di efficienza della sanità sull’Isola d’Elba. La stessa Conferenza, congiuntamente alla comunità elbana, richiedono alla medesima Regione di garantire l’applicazione, nei confronti nella nostra popolazione, delle normative di riferimento che impongono all’Azienda di partecipare preventivamente le iniziative che vuole attuare sul nostro territorio
.

firmato: la Conferenza zonale dei sindaci