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“Democrazia e Comune unico, toglietemi due dubbi”

"Proposta e referendum. Il comitato può garantire che le firme saranno raccolte solo fra gli elbani e che il sì passerà solo vincendo in tutti i Comuni?"

"Democrazia e Comune unico, toglietemi due dubbi"

Egregio dottor Orsini e gentili amici del comitato promotore del referendum per il Comune unico, sarò prudentissimo e rispettoso, perché non vorrei mai essere bollato come un “contrario a prescindere”, e vivo con terrore la possibilità che mi si consideri un “retrivo difensore del municipalismo” o peggio.

Mi terrò alla larga dalle stime intorno ai risparmi che si otterranno con la “grande riforma”, o dai confronti fra l’estensione territoriale del Comune Elba e quella dei maggiori centri turistici della Toscana. Eviterò valutazioni intorno alla capacità di un unico centro decisionale di garantire ascolto e attenzione e tutti (il decoro urbano ha un valore economico enorme in tutta l’isola). Inoltre non pretendo di sapere ora,  cosa secondo voi ci garantisce da una guerra – per esempio  – sui fondi destinati ai vari eventi estivi, o sullo stop a edificazioni e infrastrutture in Comuni palesemente in diritto di recuperare terreno. E soddisferò un’altra volte la curiosità di sapere come sarebbero risolte inezie come l’assegnazione dei posti barca ai residenti nei porti dei vari “ex Comuni”. Ci saranno sicuramente risposte convincenti su questi e altri aspetti e prima o poi qualcuno le darà.

Quello che invece vi pongo è un doppio problema di merito, che avendo a che fare con la democrazia e la partecipazione, su cui tanto si insiste diventa ancor più decisivo. Il primo aspetto è stato già evidenziato dal sindaco Paola Mancuso, ma non ha ottenuto, mi pare, un vero chiarimento. Mi riferisco alle firme. Vi chiedo: non vi sembrerebbe giusto e opportuno garantire in modo solenne che le firme per sostenere la proposta di legge saranno raccolte solo all’Elba? E potete escludere che arrivi in soccorso qualche scatolone dal Continente firmato “truppe cammellate”?

Seconda questione: ho un dubbio, probabilmente sono il solo, ma non ho letto la legge regionale sul referendum – mi scuserete – e una questione mi sfugge: i voti nell’eventuale referendum come saranno contati? In un unico calderone elbano? In base alla matematica esiste infatti l’ipotesi di scuola (neanche tanto), secondo la quale il “sì” potrebbe vincere a livello elbano pur prevalendo solo (con grande scarto) in uno dei Comuni, e perdendo con uno scarto esiguo negli altri sette. Insomma, non vorrei che si desse il caso – teorico – di un Comune che non ha discusso né votato in Consiglio comunale, non ha dato una sola firma alla proposta né un solo voto al sì, ma si vede “annesso” perché in un altro centro il sì ha vinto per qualche migliaio di voti. Se questo rischio non c’è, e la vittoria dev’essere garantita Comune per Comune, come non detto. Se invece è come temo, vi sentireste in grado di garantire che in sede di esame in Consiglio regionale sia posta, politicamente o formalmente, la condizione che il Comune unico si faccia solo se il sì vince in tutti i Comuni?

Questa, e la precedente, mi sembrano due condizioni necessarie affinché il referendum non sia solo la sfida fra due partiti, ma un’occasione di crescita civile e democratica di quest’isola.

lettera firmata