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Porto e San Giovanni, Confindustria: “No ai doppioni”

La variante destinata è a un imminente passaggio in Consiglio. La linea del direttore dell'associazione industriali della Provincia: "Necessaria una pianificazione intelligente, per evitare sovrapposizioni contraddittorie"

Porto e San Giovanni, Confindustria: "No ai doppioni"

“No ai doppioni inutili”. È molto chiaro il giudizio del direttore di Confindustria, Umberto Paoletti, sul nuovo assetto del fronte mare di Portoferraio  e sul rapporto che dovrà esserci fra i due poli, il porto cantieri e l’area di San Giovanni.

E’ un piano di enorme importanza quello destinato al passaggio imminente in Consiglio comunale. Un piano che cambierà la città e i suoi equilibri economici, con nuovi pontili e un’importante attività cantieristica. Un piano che certo merita la riflessione della organizzazione di categoria degli industriali. “Partendo da un presupposto più generale, di un qualunque assetto portuale water front – osserva Paoletti – sosteniamo che quando si parla di sviluppo portuale si lavora a quella che sarà la base su cui si svilupperà un importante processo produttivo. A maggior ragione in questo momento di crisi economica – spiega – rappresenta anche uno strumento di pianificazione territoriale, in grado di trainare un importante indotto occupazionale, in una prospettiva di sviluppo, che deve essere uno sviluppo intelligente dell’Elba e complementare con l’esistente per accrescere la competitività.  Un po’come già avviene in altri importanti porti del continente nostri vicini di casa, come san Vincenzo e Salivoli”.

“E’ inutile creare doppioni – avverte il direttore di Confindustria – altrimenti sarebbe contraddittorio. Per questo riteniamo che debba esserci un ulteriore sforzo per una pianificazione intelligente da parte degli enti autorizzativi sul woter-front di Portoferraio,  affinché abbia l’obiettivo quello di offrire servizi di qualità. Per questo sicuramente saranno fatte tutte le valutazioni del caso per individuare le caratteristiche necessarie e gli spazi”.

Dopo l’intervista di Teletirreno al direttore, la Confindustria provinciale ha approfondito il problema con un suo intervento, che ribadisce il concetto, allargando la riflessione: “Il perdurare della  crisi ha prodotto enormi danni al tessuto economico della provincia, accentuando le ripercussioni sulle economie meno strutturate.

In questo preoccupante contesto, risulta fondamentale il consolidamento e lo sviluppo delle attività manifatturiere e di servizio, delle quali fanno parte certamente la cantieristica e la nautica,  che insieme rappresentano uno degli asset fondamentali dell’economia  in generale e del turismo in particolare.

Nello scenario dell’economia elbana, lo storico cantiere Esaom Cesa – radicato da moltissimi anni nel tessuto economico dell’isola – ha confermato con determinazione la volontà di portare avanti, il progetto del Porto Cantieri. Nato molti anni prima della crisi economica, nonostante un percorso autorizzativo estremamente lungo, il progetto rappresenta il fulcro di una operazione di sviluppo, qualificazione e consolidamento delle attività del Cantiere; un progetto mirato a mantenere ed accrescere, sull’isola, una delle più importanti realtà produttive, fronteggiando  la crisi economica e la concorrenza sempre più agguerrita e multilocalizzata.

Contemporaneo al progetto di sviluppo del porto Cantieri, è previsto anche il progetto del porto turistico di San Giovanni. Due porti che rischiano – se non adeguatamente regolati – di veder trasformata una possibile ed auspicabile sinergia,  in una confusione di funzioni  che potrebbe danneggiare entrambe le progettualità. Si rende, pertanto, necessario procedere ad una normazione preventiva che stabilisca nitidamente gli obiettivi che l’Amministrazione intende ritagliare sui due porti ed in particolar modo garantire priorità allo sviluppo industriale. Solo in questo modo si potrà realizzare uno progetto portuale integrato che garantisca un sostenibile e duraturo sviluppo economico e sociale per la città di Portoferraio e per l’isola d’Elba intera. Come sempre, l’attenzione e la capacità degli amministratori sono determinanti per supportare scelte lungimiranti e soprattutto iter procedurali con tempi certi e rapidi adeguati alle esigenze di competitività imposte dal mercato.

E’ quindi auspicabile che siano adottate sollecitamente le scelte necessarie, per scongiurare eventuali criticità che possono compromettere le iniziative sino ad oggi pianificate , capaci di portare un duraturo sviluppo economico con attività svincolate dalle problematiche della stagionalità“.