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Sanità, no allo smantellamento Manifestazione di protesta

Venerdi 7 ottobre, in occasione della visita della commissione regionale, si annuncia la presenza di un corteo massiccio. E la Conferenza dei sindaci incontrerà i comitati per discutere di organizzazione e piattaforma

Sanità, no allo smantellamento Manifestazione di protesta

Una manifestazione civile, ma stavolta massiccia e rappresentativa di tutti i movimenti e di tutti i comitati spontanei nati in questo periodo all’Isola d’Elba. La protesta organizzata elbana ha nel mirino il timore di smantellamento progressivo da parte della Regione Toscana dell’ospedale di Portoferraio, e si manifesterà venerdì 7 ottobre, in occasione della visita elbana della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, composta da Marco Remaschi (Pd), Stefano Mugnai (Pdl), Maria Luisa Chincarini (Idv), Marco Carraresi (Udc), Pieraldo Ciucchi (Psi), Gianluca Lazzeri (Lega Nord Toscana), Lucia Matergi (Pd), Rosanna Pugnalini (Pd).

A dare ulteriore spinta alla manifestazione sono stati proprio i sindaci elbani, che già al termine dell’ultima conferenza dei sindaci avevano invitato la popolazione ad affiancarli nella protesta; la prossima conferenza dei sindaci sulla Sanità, calendarizzata per lunedi alle 18,30 presso il Comune di Portoferraio, riceverà infatti i rappresentanti dei comitati di protesta elbani per discutere sull’organizzazione della manifestazione. I comitati, intanto, hanno già messo a punto il programma della giornata di venerdì 7 ottobre: un primo ritrovo sarà organizzato in località Casaccia, davanti allo stadio comunale di Portoferraio, mentre gli studenti si ritroveranno davanti al palazzetto dello Sport ‘Monica Cecchini’. La partenza della manifestazione è prevista intorno alle 9 e 30 per muoversi con una prima tappa in località San Rocco sotto l’ospedale, dove sarà presente la Commissione consiliare regionale, e poi proseguire fino al centro storico del capoluogo elbano. “Si invitano i negozianti – dicono i rappresentanti dei comitati – a chiudere per protesta contro la direzione dell’Asl 6, che sta abbandonando gli elbani al loro destino, senza una sufficiente assistenza sanitaria”.