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“Asl 6, c’è già un esercito di dirigenti. Ecco altre 200 posizioni organizzative”

La Lega: "Non bastano gli 800 in organico. Altri sono chiamati a dirigere e coordinare. E chi prenderà il loro posto? Il servizio intanto non migliora. Anzi, per pazienti e personale peggiorerà"

"Asl 6, c'è già un esercito di dirigenti. Ecco altre 200 posizioni organizzative"

“La situazione generale dell’Asl 6 è drammatica: la disgregazione dell’ospedale di Cecina, le complesse problematiche dell’ospedale di Portoferraio, la difficile transizione verso l’Ospedale nuovo di Livorno, il malessere del  personale, i casi di malasanità, il deficit 2009 di oltre  9 milioni, le fughe verso le altre Asl, le ultime notizie di indagini della Magistratura. Con questo scenario, come interviene il direttore generale? Premiando e aumentando la struttura dirigenziale istituendo oltre  200 posizioni organizzative». È quanto sostiene il consigliere regionale della Lega Nord Toscana, Gian Luca Lazzeri, membro della commissione Sanità.

«Con delibera 371 dell’8 luglio – spiega l’esponente del Carroccio – il direttore generale della Asl 6 di Livorno, nel riorganizzare l’intero comparto, ha disposto l’istituzione di circa 200 posizioni organizzative e di coordinamento che comporteranno la percezione, da parte dei soggetti chiamati a coprire tali posizioni, delle rispettive  onerose  indennità. Non bastavano a coordinare gli oltre 800 dirigenti già in organico? Chi svolgerà le funzioni oggi trattate dai 200 fortunati chiamati a dirigere e coordinare? La risposta è semplice: nessuno. Di conseguenza, si aggraverà ulteriormente la già difficile situazione in cui versa il personale dell’Asl 6″.

“Criticabile – prosegue Lazzeri – anche il metodo di selezione che si basa sia su titoli che su un colloquio avente ad oggetto temi professionali e gestionali. Non sarebbe stato meglio fare dei test più trasparenti e meno soggettivi nella valutazione? La sanità in Toscana deve diventare la sanità attenta ai malati e smettere di essere una sanità burocratica ed elefantiaca. A Livorno si è persa l’occasione per creare un assetto organizzativo snello, economicamente tollerabile ed efficiente”. “Si è scelto di proseguire nel modo di sempre e come sempre. Ma chi può – conclude Lazzeri – scappa in altre Asl”.