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Eradicare i cinghiali? Impossibile farlo con questi confini del Parco

di Graziano Signorini (Federcaccia Portoferraio)

Eradicare i cinghiali? Impossibile farlo con questi confini del Parco

 Gli appassionati, anche quelli con tanti anni di licenza, provano sempre una certa emozione, c’è il rituale di andare a vedere il luogo dove si prevede di recarsi la mattina successiva, la preparazione dell’arma e munizioni, e poi per ultimo, ma primo per importanza c’è il fedele cane, colui che ti da lo stimolo per uscire a caccia qualsiasi sia la condizione climatica. E’ lui, il cane, il vero attore della caccia, lo sparo non è altro che la conclusione finale di un’azione. La nostra passione è questa, stare a contatto con l’ambiente e cercare la selvaggina nel suo habitat naturale, godendo dei paesaggi e del lavoro del cane.

Anche quest’anno il nostro Atc (Ambito Territoriale di Caccia) conta circa 600 iscritti. Tra questi molti si dedicano alla caccia della migratoria, altri alla caccia della selvaggina stanziale e un numero significativo alla caccia del cinghiale. Cinghiale che provoca spesso lamentele per i danni provocati alle colture e ai terreni privati in genere. Come associazione venatoria, la Federcaccia, ha sempre dato prova di collaborare per contenere il problema, sia organizzando battute di contenimento anche a caccia chiusa, sia indirizzando coloro che subivano i danni ad ottenere reti di recinzione e fili elettrici.

In questi giorni sono apparsi molti articoli sull’argomento e abbiamo assistito con rammarico ad un puro e solo lancio di accuse verso la nostra categoria. Si parla di azioni di “eradicazione” che con gli attuali confini tra territorio libero e Parco (dove è vietata la caccia) è impossibile, oltre che senza senso. Per non parlare della speculazione politica della questione, sia all’interno del Parco che tra Amministratori. Noi scriviamo poco, non ci gettiamo in inutili polemiche, ma ci ricorderemo, quando sarà il momento, di coloro che ci hanno additato e che ci additano sempre come unica causa del problema.

Ancora una volta dichiariamo di essere disponibili al confronto e di metterci a disposizione per risolvere l’attuale problema, ma con interlocutori preparati e senza pregiudizi. Nel frattempo è stato deciso di anticipare la caccia al cinghiale al 21 settembre invece che il 1° novembre e ho conferma che le squadre hanno già programmato le battute per dare un immediato segno di collaborazione.

Nel concludere voglio raccomandare ai nostri iscritti di dare un’ulteriore segno di maturità ed educazione rispettando le regole della legge e le regole della civile convivenza, per ribadire che Noi esercitiamo un’attività consentita da una legge dello Stato e che chi ha il porto d’armi ha la fedina penale pulita. In bocca al lupo a tutti!