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Il populismo qui all’Elba è contagioso. Ti spiego perché ti ho “sfiduciato”

di Mario Tozzi (presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano)

Il populismo qui all'Elba è contagioso. Ti spiego perché ti ho "sfiduciato"

Caro Angelo,
mi dispiace constatare che tu sia l’unico a non avere compreso pienamente i termini della questione. Dopo le ultime esternazioni del Pdl Toscano, delle associazioni di categoria, dei cittadini comuni, degli operatori agricoli e delle imprese turistiche e agrituristiche che si stanno costituendo in “Comitato per l’eradicazione del cinghiale dall’Isola d’Elba”, avrai infine capito di essere rimasto l’unico a sostenere la non necessità di eradicare i “manghiali. Menomale, potrei dire, così saprò a chi dare la colpa quando mi sarà chiesto ragione dei danni. Se ciò non bastasse, dopo la tua famosa firma del 2002 (avresti potuto palesare comunque la tua contrarietà sui giornali, se non nei verbali, ma non lo hai mai fatto), ricordo di aver parlato più volte in termini di eradicazione con i consiglieri (pur senza delibere), tu c’eri, avresti potuto dire la tua  contrarietà ma non lo hai mai fatto, nemmeno nelle chiacchiere al di fuori dei consigli. nel prossimo consiglio direttivo vedremo se, anche come delibera, la maggioranza si esprimerà a favore della eradicazione, ma già potrei preannunciare che probabilmente lo farà.  A quel punto capirai che l’unico ad avere parlato a titolo personale sei stato tu.  A dirla tutta hai fatto anche di peggio: ti sei recato con una certa frequenza al Dipartimento Protezione Natura del ministero dell’Ambiente criticando il Parco perché non risolveva il problema ungulati.

Altre volte ti sei mosso presso la segreteria del Ministero dell’Ambiente, in tutti i casi senza mai concordare nulla né con me né con il direttore. Ce n’è abbastanza, come vedi, per non ritenere che tu possa più esprimere la voce del Parco o rappresentarlo e in questo senso, solo in questo senso, non godi più della mia fiducia. Certo non nel senso di una formale rimozione dalla carica, potere che non ho  e non ho inteso esercitare: per me puoi restare vicepresidente del Parco a vita, vicesindaco, o vice qualsiasi persona o cosa tu voglia. Questo è il cul de sac in cui ti sei cacciato accusandomi di “parlare a titolo personale”, un’accusa che in qualsiasi Amministrazione ti avrebbe lasciato immediatamente esautorato.

Si è visto che a titolo personale (speriamo fondato su nozioni etologiche ed ecologiche che non sapevo avessi) parli soltanto tu e di questo proprio, solo di questo, dovresti scusarti, non di altro. Non c’è lesa maestà nell’avere posizioni diverse dal tuo presidente, ma vanno espresse come tali, a titolo esclusivamente personale, non facendo passare quella dell’’altro come voce dal sen fuggita. 

Tutto il resto di cui scrivi fa solo volume: non so di cosa parli  quando ti riferisci a “pseudo Mario Tozzi forse” e nella mia abitazione continua a esserci un solo servizio, ma populismo e demagogia sono molto contagiosi all’Elba e vedo che ti sei adeguato anche tu che elbano non sei. Una precisazione mi è d’obbligo su quel riferimento alla mia scarsa presenza all’Elba. Una volta per tutte: si giudichino gli atti del presidente e del Consiglio direttivo, non le presenze, altrimenti  Matteoli sarebbe stato un cattivo sindaco di Orbetello a prescindere da quello che ha fatto. Per non parlare dell’onorevole Bosi o dell’ex sindaco di Capoliveri Ballerini. E quali sono gli atti? Il Consiglio direttivo ha approvato 242 delibere tra cui, tanto per citare le più importanti, l’approvazione definitiva del Piano del Parco dopo 12 anni di tentativi, l’approvazione dello Statuto, la revisione delle regolamentazioni della fruizione delle isole minori  dell’Arcipelago Toscano, il risparmio di cospicui affitti con il trasferimento  nella sede del Parco all’Enfola, la riapertura di Villa Literno a Pianosa, la prossima installazione delle boe a Pianosa, lo sforzo, comunque attivato, di contenimento degli ungulati:  da zero a 1300, tra abbattimenti e catture, all’anno. La riapertura di molti sentieri, senza considerare  finanziamenti ai progetti di conservazione e ricerca scientifica per cui il Parco ha ottenuto riconoscimenti di livello europeo.

Tralascio anche il mio personale apporto professionale, scientifico e mediatico, grazie al quale il Parco direttamente e indirettamente  è stato presente nei canali  mediatici nazionali e talvolta internazionali. Di questo si deve parlare, non di cartellini da timbrare. E su questi risultati non temo critiche, a cominciare da te, che sul Piano del Parco  mi hai dato più volte atto di essere andato incontro alle esigenze degli isolani anche al di là dei vincoli. Quanto hai detto mi basta e concordo con te  che ha ragione Mazzantini: è una tempesta in un bicchier d’acqua, peccato che a soffiare per fare le onde dentro quel bicchiere sia stato tu e comunque per me la questione vicepresidenza non esiste più.