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Cara Paola, via quelle barriere Impieghiamo meglio i dipendenti

di Marco Mantovani

Cara Paola, via quelle barriere Impieghiamo meglio i dipendenti

Cara Paola,
mi rivolgo a te in modo confidenziale come è sempre stato tra noi, e di questo ti ringrazio. Ti reputo un interlocutore fondamentale per la difesa della nostra isola e ho molto apprezzato alcuni tuoi interventi sulla Sanità, ma ti disturbo per un ‘altro problema che trovo  dannoso per noi elbani e che forse può essere risolto anche senza l’intervento del presidente Napolitano: “Le barriere di Piombino”.

Ieri arrivando al porto ho trovato un solo varco aperto per l’Elba  ed era bloccato da un Tir il cui conducente discuteva con i vigilantes, il semaforo era rosso. Dietro il camion si stava formando una discreta coda. Per prendere il traghetto ho dovuto passare velocemente dal varco per la biglietteria, fare il giro dei parcheggi e rientrare sulla strada per il porto, evitando il “presidio antiterrorismo”. Sperando la prossima volta di non trovare il blocco dei Vigilantes anche all’uscita dalla biglietteria, volevo dirti che mi ha dato molto fastidio  dovermi comportare da  “furbetto” per  riuscire a tornare a casa.

Insomma sia io che molti collaboratori e amici quando arriviamo alle barriere abbiamo spesso problemi o ritardi; non siamo i soli e se non erro esiste anche un Comitato anti-barriere. Si è già parlato tanto ma mi sembra che le cose stiano peggiorando. Con tutti i problemi che abbiamo mi domando che senso ha sprecare tutti questi soldi in uomini e postazioni quando basterebbero dei bei cartelli? Se proprio si vogliono fare i controlli antiterrorismo non sarebbe meglio evitare stress  a chi arriva con l’ansia di perdere il traghetto, ma effettuarli quando la gente è comodamente parcheggiata negli appositi spazi di fronte alla nave, in attesa dell’imbarco?

Parlando con la presidenza della Camera di Commercio e con la direzione di Confindustria, sono venuto a sapere che queste barriere antiterrorismo oltre a non essere obbligatorie per legge,  sono gestite da un apposita società dell’Appe, che invece di ricorrere all’ outsourcing ha investito una caterva di soldi in una struttura non flessibile e molto costosa, che naturalmente è a carico della  comunità isolana.

Ti ritengo persona autorevole e intelligente e ho molto rispetto per il tuo ruolo istituzionale, ti chiedo dunque di prendere una posizione chiara su questo problema, utilizzando i posti di lavoro in direzioni più funzionali. Sono certo del tuo concreto impegno per la nostra comunità ma a mio avviso per  tutelare gli interessi dell’Elba queste barriere devi farle togliere, altrimenti rischi di apparire poco credibile sia come sindaco che come segretario dell’Appe, e a molti verrebbe da dire: ma quella “e” finale che cosa l’avete aggiunta a fare?