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Non serve il ritorno dei traghetti ma aliscafi e trasporti via terra

di Enrico Gambelunghe

Non serve il ritorno dei traghetti ma aliscafi e trasporti via terra

Capisco le posizioni di chi ha visto nell’uscita di scena della nave una mancanza, effettivamente la nave “riempiva”, ma non capisco come si faccia in un momento come questo, pensare al ritorno del traghetto come una cosa positiva.

Per anni ho avuto modo di vedere da vicino (abitando e lavorando di fronte all’imbarco) il “lavoro” della nave nel porto di Porto Azzurro: pochissimi passeggeri ed auto specialmente nei periodi di bassa stagione. Da quello che dice l’amico Mario Martorella, il problema sarebbe quello di dare un porto “sicuro” alla nave in inverno, per i problemi di sicurezza appunto (Porto Azzurro è più sicuro del porto dio Rio Marina con venti da Nord est/sud est).

Qui mi faccio ancora delle domande sul Porto di Rio Marina come Porto commerciale e non turistico e ancora sulla privatizzazione della Toremar. Non sarebbe meglio l’utilizzo di navi piccole, solo per passeggeri che facciano buona parte dei paesi bagnati dal mare….con minori problemi di ingombri e quindi di ormeggio. Io preferirei sentir parlare di servizi a terra, l’Elba non credo abbia bisogno di intensificare i trasporti via nave per le auto, casomai per i passeggeri. Quando un turista va in vacanza avrebbe piacere di trovare pace, non buttare via soldi (i costi delle navi sono altissimi) e tempo a cercare parcheggi inesistenti, strade con scarsa segnaletica ecc ecc.

Ho due figli di 16 e 18 anni e per andare da Porto Azzurro a Portoferraio a parte l’autobus quello “scolastico”, che comunque dà una serie di problemi tutti gli anni, (mancano i posti a sedere per i ragazzi, prima che il servizio inizi a funzionare fra scioperi e problemi passano mesi) per il resto della giornata il servizio è veramente insufficiente. Per portare i ragazzi di Porto Azzurro all’allenamento di rugby a Portoferraio (tre volte a settimana) il pomeriggio alle 18, e riprenderli a fine allenamento, devono muoversi i genitori, c’era un autobus alle 17.30, è stato”tagliato” (questo è solo un esempio).

Quindi, il problema non è quello di chi ha la seconda casa a Porto Azzurro, il problema è un problema “grande” per noi residenti all’Elba, dopo verranno sicuramente anche i possessori della seconda casa, ma vengono qui solamente poche volte all’anno, noi ci viviamo! Penso che le priorità siano altre, facciamo una raccolta di firme per il costo dei traghetti, per un servizio di autobus efficiente, piste ciclabili e proposte per migliorare la vita nostra e il soggiorno dei turisti all’Elba.