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Reparti chiusi? “Solo” l’effetto dei tagli sul personale e modello di ospedale

di Massimo Ferrucci (segretario provinciale Fials)

Reparti chiusi? "Solo" l'effetto dei tagli sul personale e modello di ospedale

Il personale è la risorsa principale di una Azienda Sanitaria. Per la Direzione aziendale Asl 6 è una voce di Bilancio sulla quale agire in maniera esagerata per comprimere la spesa. Il risparmio sulla spesa del personale è stata secondo il Bilancio consuntivo 2010 di oltre un milione di euro. Nessuno può agire ignorando le riduzioni imposte dalle leggi finanziarie, conseguenza del patto di stabilità tra Regioni e Stato (minore spesa dell’1,4% rispetto agli importi del 2004); nemmeno possiamo dimenticarci del buco di 300 milioni di euro della Asl 1 di Massa. E’ necessario però interrogarci se quanto assegnato alla ASL 6 è speso bene ed è finalizzato alla tutela del diritto fondamentale della salute del cittadini. Le valutazioni e l’approvazione del Bilancio della Asl 6 spettano alla Conferenza dei Sindaci, che non si è espressa in merito, e ha fatto altrettanto non imponendo alla Direzione l’approvazione dello strumento di programmazione (Piano Attuativo Locale); ciò ha permesso al direttore generale di decidere e di spendere a proprio piacimento ignorando le esigenze dei cittadini e gli obblighi della Legge Regionale 40/2005. I Sindaci elbani in più occasioni, ricordiamo l’incontro l’ultimo incontro al Centro de Laugier, presenti Direttore generale e assessore regionale, si sono dichiarati d’accordo sulla strategia Aziendale di riduzione delle attività dell’ospedale di Portoferraio, del modello per intensità di cure (che significa accorpamenti di Unità operative) e della nuova organizzazione per Dipartimenti che concentra tutto il potere su Livorno e produce la cancellazione e l’autonomia delle Unità Operative. La cancellazione della U.o. di Ortopedia è frutto di questo disegno che fa perno sulla scelta operata dalla Direzione Aziendale e condivisa da CGIL CISL UIL, contenute nell’Accordo del luglio 2010 (determinazione 473/2010). La riorganizzazione contenuta in tale accordo è diventata una ristrutturazione che colpisce i piccoli ospedali ed impedisce l’assunzioni di personale abbassando e cancellando i servizi. L’elenco è lungo e significativo per la realtà elbana: la Radiologia di Portoferraio è sempre più in affanno per carenza di medici e sempre più si ricorre alla tele refertazione, la chirurgia dopo l’accorpamento all’Ortopedia si sta rivelando una Unità Operativa a rischio di ulteriori ridimensionamenti, il punto nascita entra nel novero delle possibili soppressioni contemplate dagli standard nazionali di sicurezza, la U.O. di Medicina generale procede da anni in condizioni di difficoltà organizzative e di carenza di personale, il laboratorio di analisi sarà ulteriormente ridimensionato grazie alle decisioni regionali e agli accordi citati tra CISL UIL CGIL e Direzione Aziendale. Le annunciate iniziative di potenziamento delle attività di assistenza territoriale non ci sono state e comunque non possono costituire una alternativa ad indispensabili e vitali servizi di diagnosi e cura erogati in regime ospedaliero. Il Sindacato FIALS rileva come i lavorator sonoi sempre più oberati dai carichi di lavoro, i diritti fondamentali al riposo, alle ferie, ad operare in sicurezza sono ripetutamente disattesi ed inoltre non è corrisposta alcuna gratificazione economica. Se analizziamo come sono stati finalizzati i finanziamenti dell’Elba, senza peraltro nessun confronto con le OO.SS., vedremo che niente è stato erogato agli infermieri e agli operatori socio sanitari ed irrisolta rimane la questione degli alloggi per i “pendolari” e ciò è la “spia” di una incapacità a programmare e fornire soluzioni per la stabilizzazione del personale sull’isola. IL FIALS continuerà a schierarsi dalla parte dei cittadini e condivide l’azione dei Sindaci che tardivamente invocano oggi soluzioni dall’Assessore regionale mentre il FIALS ha chiesto il commissariamento della ASL 6. In questo quadro però occorre che qualcuno faccia autocritica rispetto al passato perché non basta più avere formali assicurazioni o accontentarsi di qualche targa o di qualche annuncio è necessario ottenere certezze rispetto a specifiche ed inderogabili prestazioni da erogare; è indispensabile acquisire i livelli di assistenza per garantire ai cittadini i diritti fondamentali attraverso servizi di qualità per le attività ospedaliere e territoriali.