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Porto Azzurro celebra le sue radici spagnole e seicentesche

Nato un comitato dedicato a Nostra Signora di Monserrato ha preparato per sabato e domenica una rappresentazione storica: "Scorci di Vita Seicentesca a Porto Azzurro". Oltre duecento le persone coinvolte

Porto Azzurro celebra le sue radici spagnole e seicentesche

Esiste un paese, all’isola d’Elba, dove ancor oggi, nel XXI secolo, le radici di una dominazione spagnola risalente a cinque secoli fa mostrano ancora la loro esistenza fra la gente. Gente che porta ancora nomi spagnoli come Rodriguez, Aragona, Poch, Velasco, Perez De Vera – e molti altri – e che solo un paio di generazioni fa si salutava incontrandosi per strada con l’allocuzione ‘osdè’, in pratica l’usted spagnolo che sta a significare il ‘voi’ vocativo. Quel Paese è Porto Azzurro, che fino al 1947 si chiamava Porto Longone. Un nome volutamente cancellato dai suoi abitanti subito dopo l’ultima guerra per staccarsi dall’immagine tetra del carcere, ma che cela importanti riferimenti storici. La dominazione spagnola risale infatti al XVI secolo, con la costruzione dei primi presidi spagnoli, delle fortificazioni e – nel 1606 – del santuario dedicato alla Madonna di Monserrato, voluto da Don Juan Ponce de Lèon dei duchi di Arcos. Don Juan, all’epoca governatore della città di Napoli, si salvò per miracolo da una tempesta approdando proprio nel Golfo di Mola, e – rifugiatosi in quella che era già una guarnigione militare spagnola – vi rimase a lungo, tanto da decidere di edificare un santuario in onore di ‘Nuestra Senora Morena’, la Madonna di Monserrato.

Per ricordare le tradizioni spagnole a Porto Azzurro si è formato nei mesi scorsi un comitato spontaneo, dedicato a ‘Nostra Signora di Monserrato’, la cui ricorrenza è fissata in calendario per l’8 settembre. Il comitato ha preparato per sabato 3 e domenica 4 settembre una rappresentazione storica dal titolo ‘Scorci di Vita Seicentesca a Porto Azzurro’: oltre duecento le persone coinvolte, che metteranno in scena delle vere e proprie rappresentazioni della vita quotidiana, dai popolani ai nobili, ai giochi dei bambini a scene di vita come un matrimonio ed una taverna. Dalla Piazza principale, dove verranno accolti anche gli ‘ospiti’ figuranti del Granducato dell’Innamorata – anche loro protagonisti di una rievocazione di origine spagnola – i figuranti presenteranno le due serate e andranno a prendere posto per ricreare una atmosfera ‘ispanica’ nelle vie di Porto Azzurro più legate alla storia dell’epoca: Via d’Alarcon, Via della Guardiola e Via Sant’Anna. La rappresentazione inizierà alle ore 21, e sarà preceduta da una degustazione di prodotti tipici offerta – dalle 19,30 alle 20,30 – dai numerosi locali che hanno aderito all’iniziativa, attraverso personale rigorosamente vestito in costume d’epoca.

Un particolare storico per concludere e smentire varie ipotesi legate alle origini del primo nome di Porto Azzurro: Don Juan Ponce De Leon, artefice della costruzione del santuario della Madonna di Monserrato, era soprannominato dai napoletani che governava ‘Longone’, per via di un particolare fisico alto e segaligno. Proprio dal soprannome del potente visitatore, quel tranquillo villaggio di pescatori avrebbe assunto il nome che lo ha accompagnato per gran parte della sua storia.