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Il sindaco avvelena il clima insultando chi solleva domande

di Cristiano Adriani (consigliere comunale - Sinistra Ecologia e Libertà)

Il sindaco avvelena il clima insultando chi solleva domande

Nell’ultima interpellanza da me presentata al sindaco di Marciana Marina, con richiesta di risposta scritta, ponevo a quest’ultimo una serie di domande molto semplici in merito al bando per l’assegnazione dei servizi portuali. Nella sua prima risposta, “il nostro malgrado sindaco”, rispondeva che potevo leggermi il contratto di servizio, all’interno del quale avrei trovato le risposte che andavo cercando. Di fronte ad una mia riproposizione dell’interpellanza con gli stessi quesiti, accompagnata da una lettera del Viceprefetto che invitava il sindaco a rendersi disponibile per ulteriori chiarimenti, ritenendo evidentemente insufficienti quelli in prima istanza forniti, Ciumei preferiva rifugiarsi nell’invettiva e nella diffamazione nei confronti della mia persona, eludendo nuovamente il suo dovere politico e di amministratore di dare le risposte richieste. Le elezioni si stanno avvicinando e l’attuale primo cittadino consapevole del consistente calo di consensi attorno alla sua persona, cerca di avvelenare il clima, per distogliere l’attenzione dei marinesi dai suoi insuccessi e dalla situazione generale del paese. Fa un po’ come quei soldati che sconfitti in guerra scappando avvelenano i pozzi.

Questo è un comportamento grave per chi, seppur in uscita, ricopre ancora il ruolo di primo cittadino e quindi dovrebbe avere a cuore l’unità del paese e la convivenza civile. Venendo al merito della questione da me sollevata, risulta evidente la mancanza di volontà da parte del sindaco di mettere per iscritto alcune semplici risposte che riguardano un tema delicatissimo e straordinariamente importante come quello della riorganizzazione e dello sviluppo dell’area portuale e più in generale il futuro del nostro paese. In buona sostanza viene meno ai suoi doveri, rifugiandosi dietro una missiva assolutamente sconcertante, priva di sostanza politica, di argomentazioni sensate e oltretutto piena di insulti gratuiti. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe veramente da mettersi a ridere. Sostiene che la questione da me sollevata non ha alcuna rilevanza politica, non avendo richiesto una discussione pubblica su merito.

L’interpellanza è uno strumento politico, l’unico a disposizione dei consiglieri, per discutere delle scelte (o delle non scelte) che fanno gli amministratori, ed è tale, ossia politico, sia quando prevede una risposta scritta, sia quando viene richiesta una discussione in consiglio. Questo dovrebbe saperlo anche chi ha alle spalle una non lunghissima carriera politica. Il sindaco nella sua “percezione” distorta della realtà, si sente inoltre esonerato da ogni tipo di risposta in virtù del fatto che le questioni poste hanno, secondo lui, una esclusiva rilevanza gestionale; ma che vuol dire? Siamo per caso davanti a ulteriore tentativo maldestro di scaricare la responsabilità della propria incapacità politica sui tecnici? Ogni aspetto tecnico o gestionale che sia e che riguarda l’amministrazione pubblica ha, o comunque dovrebbe avere, una volontà politica alla sua base.

Giunto ai titoli di coda del suo mandato e ormai da mesi in preda a un delirio di onnipotenza, il primo cittadino non tollera più le critiche, né ammette alcun tipo di controllo sul suo operato. Questo novello Re Sole “de noantri”, sempre più frastornato, arranca faticosamente alla ricerca di spiegazioni improponibili, per giustificare le sue scelte sbagliate, quelle scelte che in questi quattro anni, hanno danneggiato e stanno danneggiando il nostro paese (gestione del porto, parcheggio di S. Pietro, Ztl, ecc..ecc..). Tale perdita di lucidità lo spinge fino al punto di offendere pesantemente la mia persona, affacciando l’ipotesi che io assoggetti il mio ruolo politico a interessi privati o personali, o peggio ancora che lo riduca a quello di semplice passacarte di gruppi o persone non bene identificate.

Si sa che in politica molti tendono a misurare gli altri con l’unico metro che conoscono e usano per misurare se stessi. Tuttavia nel respingere le calunnie del sindaco, posso soltanto dire che il mio percorso politico è li a dimostrare come io non abbia mai, in nessun caso, ottenuto vantaggi personali o fatto ottenere benefici di alcun tipo ad altri soggetti a me collegati. Non ho ancora deciso se querelare o meno il sindaco per le parole infami che ha usato, ma se dovessi decidere di farlo, so già che gli chiederei un risarcimento di 10mila euro, somma che (se dovessi vincere) donerei interamente al comune di Marciana Marina, per far restituire ai marinesi quei soldi che furono costretti a spendere nel 2005, per pagare l’attuale Sindaco (quando faceva il “Fiorello della situazione”) affinché coordinasse, con dubbi risultati, le manifestazioni estive del nostro paese.