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Ecco come Regione e Asl svuotano la sanità elbana

di Roberto Marini (presidente provinciale Udc e capogruppo "Gente Comune")

Ecco come Regione e Asl svuotano la sanità elbana

Quando tutte le decisioni dovevano ancora essere consolidate, abbiamo cercato di sollecitare una reazione del sistema Elba contro le intenzioni di un’azienda, che seppure non ancora totalmente manifeste, lasciavano intuire quale fosse l’obbiettivo da raggiungere: “Ridurre tutto al lumicino”. L’11/05/2011 dicevamo: “Sembra essere in atto un processo irreversibile che porterà allo svuotamento della nostra struttura sanitaria. Tra le pieghe del nuovo piano di riorganizzazione dell’azienda sanitaria paiono nascondersi nuvole nere: ultima notizia è la dipartimentalizzazione”. “Tale organizzazione non convince e ci fa pensare che se le cose vanno male adesso che le richieste di risorse vengono fatte direttamente da rappresentanti della nostra struttura, figurarsi cosa ci toccherà quando a decidere sulle nostre necessità sarà, magari, un primario livornese”. Nessuno prese posizione sul nuovo modello organizzativo, nessuno fece proposte alternative.

Il 27/05/2010 abbiamo ribadito che era intenzione dell’Azienda: “Procedere alla suddivisione in dipartimenti che vedrà una creazione di strutture con al vertice primari livornesi, questo significa che il potere contrattuale anche se limitato del nostro territorio non esisterà più. Le decisioni sui budget e investimenti verranno presi a Livorno”. Inoltre, riguardo alla questione dei primariati, anticipavamo che entro la fine del 2011, nella quasi totalità, i nostri primari sarebbero andati in pensione e l’Azienda non li avrebbe sostituiti. Anche in questa occasione è seguito un silenzio assordante.

Purtroppo, solo oggi, quando si toccano con mano le gravi conseguenze della politica dei tagli, politica sicuramente facilitata dal nuovo modello dipartimentale, si leggono reazioni. E’ stato perso tempo prezioso per redigere inutili liste della spesa, senza rivolgere l’attenzione al cuore del problema, senza contrastare, in alcun modo, quel modello organizzativo, quel “Cavallo di Troia” che avrebbe permesso, per il tramite dell’azienda, di porre in essere quella volontà della Regione Toscana volta a ridurre la nostra Isola all’ultima ruota del carro.