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Mercato della terra e del mare Progetto, fondi e filosofia - Tirreno Elba News
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Mercato della terra e del mare Progetto, fondi e filosofia

di Raffaella Grana (presidente Slow Food Toscana)

Mercato della terra e del mare Progetto, fondi e filosofia

Leggiamo con un certo sconcerto un articolo che riporta un’interpellanza presentata da Pasquale Berti del Gruppo “Marciana col Sorriso” al Sindaco di Marciana in merito all’inaugurazione, il 19 agosto scorso, del Mercato della Terra e Del Mare nel Parco attrezzato di Procchio e gestito da Slow Food Toscana. Premesso che non abbiamo alcun interesse ad entrare nel merito delle diatribe tra gruppi politici, ci troviamo costretti ad intervenire in ragione delle affermazioni riportate, che fanno riferimento ad informazioni reperite non si sa bene attraverso quali canali. Slow Food Toscana ha firmato il Protocollo per l’organizzazione e la gestione del Mercato a fine luglio 2011 e da quel momento è stata incaricata di curare in particolare i rapporti con i produttori agricoli della zona, in modo che possa essere garantita la partecipazione ai mercati di tutti i produttori che ne faranno richiesta, nel rispetto delle produzioni aziendali e del disciplinare. In tale compito rientra anche garantire le procedure e le modalità per una giusta ed equa visibilità dei produttori. Tale attività prevede anche l’organizzazione di specifici incontri con i produttori ed un servizio via mail e telefono in modo da garantire la copertura di tutti gli spazi nei giorni di mercato, l’assistenza ai produttori durante le edizioni del Mercato della Terra, la gestione della comunicazione. Il Progetto Regionale ha durata triennale proprio in ragione del carattere sperimentale dell’attività e del necessario continuo monitoraggio che ne potrà determinare l’ evoluzione; al termine del triennio i produttori dovranno essere completamente autonomi nella gestione del Mercato. Coinvolti oggi 17 produttori elbani. Quindi se si vogliono reperire informazioni esatte due possono essere gli interlocutori: il Comune di Marciana per i propri atti amministrativi e Slow Food Toscana per quanto riguarda il progetto e l’organizzazione.
A seguito dell’inaugurazione del 19 agosto è stato intrapreso con i produttori un percorso utile ad organizzare la rete, confrontarsi sui reali bisogni, rinforzare le competenze dei singoli e creare un’immagine condivisa del Mercato. Dobbiamo sempre ricordarci che la maggior parte degli agricoltori non è avvezzo né al commercio né alla valorizzazione dei propri prodotti. Anche l’individuazione della cadenza del mercato passa da un processo partecipativo, dalla verifica del possibile impegno e dall’individuazione di tempi e strategia di vendita dei prodotti; gli attori di un mercato sono diversi e diverse sono le esigenze: da una parte la necessità dell’acquirente di fare una spesa diversificata con prodotti di qualità ad un prezzo giusto, dall’altra il produttore che deve comprendere a pieno una strategia di fidelizzazione e sottrarre tempo all’attività principe che è appunto la produzione. La scelta si è indirizzata attualmente all’organizzazione di un mercato con cadenza settimanale, verifiche periodiche permetteranno di modulare i tempi e la stagionalità. Quindi, per ora, il Mercato della Terra e del Mare di Procchio si terrà a partire dal 3 settembre prossimo, tutti i sabati dalle ore 8,00 alle 13. L’opportunità è data dal fatto stesso che, a differenza di altre situazioni toscane, è stata realizzata un’area coperta ed attrezzata appositamente per questo scopo, utilizzabile, quindi, in ogni periodo dell’anno. I criteri di restauro delle strutture del Parco sono stati improntati alle necessità igienico-sanitarie e di facilitazione della mobilità atte a rendere il luogo accessibile e funzionale.
Crediamo anche sia necessario chiarire cosa sono i Mercati della Terra, da quale problematica nascono, quale filosofia sta dietro al Mercato ed al lavoro di Slow Food. Stiamo aspettando i dati del censimento Istat sull’agricoltura in Toscana; sappiamo però che in Italia l’agricoltura determina la formazione del 15% del Pil relativo all’agroalimentare, dà lavoro al 4% della popolazione occupata. Gli addetti sono in costante calo: 901mila nel 2008, 924mila del 2007 e 982mila nel 2006. I giovani sono il 2,9% del totale, anche qui, di gran lunga, molti meno che in Francia e Germania (7,5% circa in entrambi i Paesi). Sono dati che dovrebbero calamitare l’attenzione non solo di chi governa, ma in generale di chi vuole comprendere e analizzare le pieghe dell’attuale crisi e, allontanandosi dagli slogan, provare a capire come sta funzionando il Paese in questo periodo. Insomma nel complesso della profonda crisi che stiamo vivendo dobbiamo parlare di una drammatica sofferenza dell’agricoltura. L’Elba rappresenta a pieno questa situazione e, se è vero che i contadini sono i maggiori custodi dei nostri paesaggi, se sono loro che garantiscono il presidio anche nelle zone più marginali e svantaggiate, se sono loro che hanno modellato il territorio e lo hanno coltivato con quello che oggi (vino, olio e non solo) rappresenta il meglio della produzione toscana, si devono realizzare azioni concrete a sostegno dell’agricoltura e formare quelli che noi chiamiamo “co-produttori”. Una nuova idea di economia locale basata sul cibo, l’agricoltura, la tradizione e la cultura è alla base della filosofia dei Mercati della Terra. Le micro-economie delle comunità locali possono garantire sostentamento pur rispettando gli ecosistemi, la salute, la cultura locali. La filiera corta si realizza quando i produttori e i consumatori finali comprendono di avere gli stessi obiettivi, che possono essere raggiunti creando nuove opportunità per rafforzare le reti alimentari locali. È una strategia alternativa, che dà ai produttori un ruolo attivo nel sistema del cibo perché si concentra sulla produzione locale.
Questo permette alle piccole imprese di creare filiere indipendenti dalla grande distribuzione. Tagliando alcuni dei passaggi intermedi tra produttori e consumatori possiamo riscoprire il nostro territorio e parti essenziali della sua identità, così come creare una nuova relazione tra il mondo agricolo e quello urbano.
I Mercati della Terra sono riservati solo a produttori selezionati. In particolare i piccoli agricoltori e i produttori artigianali, quelli che fanno più fatica a confrontarsi con il circuito della grande distribuzione, ma la cui dimensione aziendale permette spesso di presentare prodotti di qualità. La Regione Toscana ha legiferato molto presto e bene in questo senso. Nel Programma di Sviluppo Rurale della Toscana per gli anni 2007-2013, con la Misura 5.3.3.2.1, è stata posta l’attenzione sulla necessità di fornire strumenti adeguati per stimolare l’organizzazione di Mercati di Produttori in aree rurali, in modo da favorire l’animazione e la presenza di servizi, anche nelle zone più svantaggiate della Regione. Un ulteriore passo è stato compiuto nel corso del 2007, quando la Regione Toscana ha varato il progetto “Filiera Corta” (con la Delibera di Giunta Regionale n. 335 del 14/05/2007 e la pubblicazione del relativo bando) che ha previsto il finanziamento delle iniziative promosse dagli Enti locali, quali: o mercati locali; o spacci locali o punti informativi, espositivi e di vendita all’interno di musei o corner di prodotti toscani presso esercizi commerciali e/o turistici e/o della ristorazione.

Il Comune di Marciana ha partecipato al Progetto Regionale “Filiera Corta” Rete regionale per la valorizzazione dei prodotti agricoli toscani – P.A.R. Misura 6.1.11. “Bando 2010”. Il Progetto presentato dal Comune di Marciana è stato finanziato perchè questa è risultata essere la prima iniziativa realizzata nell’Arcipelago toscano. Le spese ammissibili secondo il Bando: strutture e dotazioni di primo allestimento dell’iniziativa e opere edili esclusivamente per la messa a norma e/o adeguamento alla normativa vigente; materiale ed azioni divulgative e pubblicitarie;
spese di gestione; studi, consulenze e progettazione fino ad un massimo del 12% del totale delle spese ammesse, comprese le consulenze necessarie a garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie; attività di animazione presso gli operatori coinvolti nell’iniziativa, da svolgersi anche tramite le Associazioni e le Organizzazioni di rappresentanza degli stessi.

Concludo dicendo che la situazione è tale perché all’Isola d’Elba come in Italia ci si renda tutti consapevoli che il cibo può fungere da regolatore di principi etici tra ambiente e sistemi di produzione. L’uomo ha moltiplicato le specie per diecimila anni, dal 1950 in poi ha cominciato a distruggere la biodiversità: oggi le razze animali e le varietà vegetali sono al lumicino. Il punto di crisi è stato raggiunto, e a rischio di estinzione non ci sono solo molti pesci, molte razze animali, molte specie arboree, ma: pescatori, pastori, agricoltori, piccoli trasformatori.