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Ecco cosa mi ha costretto a lasciare la Polisportiva

di Mauro Del Bono

Ecco cosa mi ha costretto a lasciare la Polisportiva

Dopo 4 anni bellissimi, intensi, contrassegnati da successi, in special modo nel volley e nel calcio (2 campionati vinti e finale di coppa Italia persa ai rigori), difficilmente ripetibili e, non sussistendo più le condizioni essenziali per poter portare avanti un progetto, ho deciso di passare la mano. Una società sportiva, ancora di più una polisportiva, deve avere una gestione manageriale e non basata su sentimentalismi ed egoismi. Appena terminato il campionato, mister Pugi presenta al consiglio una lettera in cui chiede, per restare, di assumere le vesti di presidente, allenatore, giocatore e gestore economico della sezione calcio. Il consiglio, ovviamente, respinge le richieste assurde, confermandolo come allenatore, ma lui dà le dimissioni dicendo e scrivendo che il consiglio aveva appoggiato le mie richieste (!), mentre invece aveva respinto le sue. Il consiglio mi da mandato a 360° di agire. Inizio così il mio lavoro.

Contatto tre allenatori; prendo sei giocatori tra nuovi e ritorni; stringo accordi con un Comune elbano per l’uso di loro impianti ed eventuale contributo economico; mi accordo con un dirigente di un’altra società che ci avrebbe portato un gruppo di ragazzi per iniziare il settore giovanile; contatto il responsabile della federazione C5 e l’allenatore della rappresentativa per organizzare incontri di settore giovanile; prendo contatti con Matteo Mastropaolo per proporgli quanto deciso dal consiglio (direttore sportivo e aiuto allenatore).

Una sera il presidente convoca una riunione per parlare dell’imminente festa annuale di agosto. Inaspettatamente tira fuori una lettera scritta da Capitan Turoni a nome di 10 giocatori (Bianchi, Bruzzano, Verrengia, Demi, Sarandria, Zamboni, Ridi, Cottone, Zecchini) che pongono come condizione della loro presenza nella squadra, che venga richiamato Pugi come allenatore. Oltre al fatto che non era in programma di parlare di ciò e al consiglio incompleto, lascia molto perplessi il contenuto della lettera stessa, in quanto in precedenza, in occasione della cena di fine stagione e di un aperitivo qualche giorno dopo, solo Bianchi Massimiliano aveva espresso tale condizione. Bruzzano aveva detto che avrebbe smesso di giocare; Verrengia (che in una precedente riunione Pugi aveva detto di non voler in rosa), Demi, Sarandria e Zamboni avevano detto che l’importante era giocare; Ridi per motivi di studio si trasferisce a Firenze; Cottone difficilmente può essere disponibile per problemi personali.

Faccio presente al Consiglio queste cose ma il presidente Pallini e il vicepresidente Damiani si dimostrano irremovibili nel richiamare Pugi che, contattato in precedenza dallo stesso presidente (!) aveva detto di tornare indietro sulle sue decisioni (anche lo scorso anno aveva dato le dimissioni “perché la squadra non mi segue più”), a condizione che fossero stati dati gli incarichi da lui richiesti in precedenza (presidente, allentore, giocatore, gestore economico) ad altre persone che non fossi io, magari a qualcuno del suo entourage che al momento della sua uscita non aveva più dato la disponibilità alla Polisportiva.

In un recente articolo si parla della nuova struttura tecnica della sezione calcio, di acquisti e ritorni di giocatori (Manis e Linaldeddu che lo stesso Pugi aveva chiesto di mettere fuori rosa a metà campionato scorso) e del trasferimento di Ridi a Firenze(ma guarda, uno di quelli della lettera). Si parla di Ricci come vice allenatore, mentre lo stesso mi ha detto che continuerà ad occuparsi solo della preparazione e di un allenamento settimanale al martedi; di Vincenzo Cottone come dirigente della prima squadra, ma lui non ne sa niente. Come sarebbe bello scrivere le cose come in realtà sono! Sono stato accusato di aver fatto finire il calcio femminile: niente di più falso.

Due anni fa, dopo tre incontri con il gruppo delle ragazze, il consiglio in carica (di cui io non facevo parte) decise di non iscrivere la squadra per mancanza di giocatrici anche nell’ottica del campionato da disputare in Toscana, Umbria e Emilia. Quando lo venne a sapere il Presidente (tanto per cambiare era assente), rivoluzionò il tutto, nuova riunione e ….voilà….. il campionato si fa anche con l’assenso dei dirigenti che avevano espresso parere negativo (Bernardinello, Alessi, Mazzei) tra mille difficoltà e addirittura con la rinuncia ad una trasferta. Lo scorso anno, al momento di prendere la decisione la stessa Bernardinello, responsabile della squadra femminile, fece presente che era impossibile andare avanti e che era meglio smettere. E il consiglio prese tale decisione.

Comunque, alla fine della mia esperienza nella Polisportiva, ringrazio sentitamente quei dirigenti (Puccini, Cellini, Giannetti, Lupi) che con me avevano intrapreso un progetto purtroppo non portato a termine; Lodovico Sacchi, presidente della Cosimo de’ Medici, il delegato allo Sport Mansani e soprattutto il vicesindaco Cosetta Pellegrini, sempre pronti ad accogliere ogni mia richiesta e suggerimento per migliorare e risolvere problemi vari.
Ringrazio infine i vari sponsor che, credendo nella mia persona, hanno sempre sostenuto la Polisportiva che rappresentavo.