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La tempesta politica (in un bicchier d’acqua) oscura il tema cinghiali

di Umberto Mazzantini, portavoce del presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago

La tempesta politica (in un bicchier d'acqua) oscura il tema cinghiali

In merito alle dichiarazioni di diversi esponenti politici nazionali e locali, alcune delle quali condivisibili e che rientrano nei programmi e nel Piano del Parco, si fa presente che la questione che ha causato la tempesta in un bicchier d’acqua della presunta immediata estromissione del vicesindaco di Porto Azzurro Angelo Banfi da vicepresidente dell’’Ente Parco, cioè l’eradicazione dei cinghiali dall’Isola d’’Elba e dei mufloni da Elba, Giglio e Capraia è completamente scomparsa dall’’orizzonte della discussione. Eppure sarebbe bene sapere, prima di trasformare tutto in una questione politica su chi dovrà eventualmente sostituire Mero Tozzi alla presidenza del Parco alla scadenza del suo mandato, quale concreta e pronta risposta vogliono dare tutte le Istituzioni ad un problema reale che riguarda la sopravvivenza dell’agricoltura e della fauna e flora autoctone all’’Elba. Mi pare proprio questa una delle iniziative che si invocano ma che poi si lascia al Parco, che non ha nessuna responsabilità dell’immissione di ungulati invasivi e alloctoni nelle Isole, la responsabilità e l’onere economico di affrontare all’interno del proprio perimetro, facendo gli altri molto meno all’esterno. Bene ha fatto la Prefettura a convocare per settembre quella riunione istituzionale che il Parco aveva già annunciato, chiediamo solo che venga, per evidenti motivi, coinvolta anche la Regione Toscana che ha approvato una normativa che permettere una più efficace ed elastica gestione degli ungulati anche fuori dal Parco. Il Parco porterà a quella riunione le sue delibere e proposte e i suoi impegni finanziari passati e futuri per ridurre le popolazione di cinghiali e mufloni e chiederà il rispetto della fortissima riduzione del numero di cinghiali che propose il compianto Presidente del Consiglio Provinciale Franco Franchini appoggiato dall’’ex assessore Rocco Garufo. Un impegno rimasto sulla carta quasi per tutti, a esclusione del Parco Nazionale.