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Peria: “Si taglia con l’accetta, decisione inaccettabile”

Il primario va in pensione e l'Asl si appresta a bissare la soluzione di Medicina: accorpamento con Piombino. Il sindaco: "Il dialogo è finito"

Peria: “Si taglia con l'accetta, decisione inaccettabile"

L’ennesimo allarme sanità arriva in pieno agosto, quando molti – anche all’Asl – sono in ferie: si tratta di decisioni evidentemente già prese da tempo, ma di cui si prepara l’attuazione proprio in queste ore.

Il primario di Ortopedia, il portoferraiese dottor Antonio Boni, sta per andare in pensione dopo una carriera illustre e ottimi risultati conseguiti anche nel nostro ospedale, e l’azienda si appresta a ricalcare il copione già visto in occasione della analoga situazione che investì qualche mese fa il reparto di Medicina: cari saluti al pensionato, ma nessuno al suo posto. Il primariato di Ortopedia verrebbe trasferito a Piombino, qui resterebbe poco più che un ambulatorio, riduzioni e accorpamenti in vista anche per la Terapia della Riabilitazione.

“Nell’ultima conferenza dei sindaci – ci ha detto oggi il primo cittadino di Portoferraio Roberto Peria – ho cercato di difendere in maniera accalorata gli interessi dei cittadini elbani, e secondo me anche la professionalità e l’amor proprio dei medici che operano nell’ospedale e che si sentono costretti a lavorare in condizioni talvolta difficilissime. L’azienda Asl si era impegnata con noi a fare un percorso, si era parlato di progetti e di iniziative con il ministero, ma questi sono rimasti discorsi fini a se stessi. Alla fine il dato oggettivo che emerge è che di giorno in giorno si taglia, e si taglia con l’accetta”.

“Ci sono alcuni reparti – continua Peria – che sono ridotti all’osso: Medicina credo che abbia cinque medici in questo momento, e mi pare una situazione insostenibile. A questo punto, con l’azienda, almeno per quanto riguarda il Comune di Portoferraio, il dialogo è finito. Continueremo a confrontarci, ma su un piano diverso: Noi abbiamo dato la massima fiducia e la massima collaborazione, ma passi in avanti non se ne fanno. Io spero a questo punto in un intervento dell’assessore regionale, anche perché credo che la Regione non condivida questa linea di ‘cancellazione’ di tutto quanto avevamo conquistato e costruito nel corso degli anni. Noi non possiamo diventare un grande poliambulatorio, né tantomeno un ‘cronicario’. Noi dobbiamo avere la dignità di un presidio ospedaliero, su cui abbiamo costruito dei valori importanti che vogliamo mantenere. Immaginate – dice ancora Peria a proposito della ipotesi di smantellamento di ortopedia – un ragazzo con una frattura scomposta cosa potrebbe rischiare se non si interviene immediatamente con uno specialista di alto livello? Questa situazione purtroppo va affrontata subito, e in maniera molto decisa e molto dura. E anche la conferenza dei sindaci si deve svegliare”.

La chiusura di Peria è decisamente polemica: “Se non sbaglio i sindaci elbani sono otto, e all’ultimo incontro con l’assessore regionale e con il direttore generale ce n’erano solo cinque. Noi non ci possiamo permettere di essere assenti o poco incisivi, e nemmeno di essere rappresentati in seconda persona: c’è in ballo la salute dei nostri concittadini, specie di quelli più deboli, che non si sanno difendere. A questo punto prenderò tutte le iniziative istituzionali necessarie per evitare questo collasso”. Peria avrebbe già contattato i vertici della Regione per esporre duramente le proprie perplessità.