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“No alla cancellazione dei ponti. Sono ossigeno per il turismo”

L’assessore provinciale Pacini contrario allo spostamento delle festività al lunedì: "Alcune sono parte integrante della storia del Paese, tutte consentono agli operatori turistici di organizzare pacchetti ad hoc". All'economia dell'isola, fra alberghi e indotto, la misura costerebbe 15 milioni di euro

"No alla cancellazione dei ponti. Sono ossigeno per il turismo"

“Lo spostamento delle festività nazionali alle domeniche colpisce l’industria del turismo e tutto l’indotto che trae beneficio dai pochi giorni di “ponte” che consentono agli italiani di spostarsi per godere di qualche giorno di vacanza”. Non ci sta l’assessore provinciale al turismo, Paolo Pacini, a veder liquidate le festività nazionali dalla manovra del governo. Oltre all’inopportunità di “tagliare” festività che sono parte integrante della storia del Paese, come il 25 aprile a il 1° maggio, l’assessore Pacini insiste sull’importanza di poter contare su alcuni giorni, nel corso dell’anno, che consentono agli operatori turistici di organizzare pacchetti ad hoc.

”I ponti legati alle festività nazionali – dice – sono ossigeno per l’industria turistica, basti pensare alle festività in calendario a maggio o giugno, grazie alle quali si possono proporre offerte che danno il via anticipato all’estate. Si tratta di opportunità imperdibili per gli operatori del nostro territorio che da tempo lavorano per allungare la stagione estiva. In questo senso la proposta del governo appare demagogica e priva di vero valore economico perché scambia tre giorni di presunto recupero di produttività industriale con almeno 12/15 giorni di sicuri guadagni legati ai ponti delle festività per tutto il settore turistico, dalle attività ricettive alla ristorazione e al commercio. Una perdita secca di introiti che va a gravare in un settore che, con la crisi economica, ha già subito forti cali”. L’auspicio dell’assessore è quello di vedere un ripensamento su questa decisione, già nelle discussioni avviate i questi giorni in Parlamento per l’approvazione della manovra. “A tale proposto – aggiunge Pacini – gli assessori dell’Unione delle Province Toscane hanno inviato un a lettera all’UPI nazionale affinché la questione sai affrontata in tutte le sedi di discussione della manvora”.