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Fortezze patrimonio del mondo. Meritano l’attenzione dell’Unesco

di Marcello Camici (università di Pisa)

Fortezze patrimonio del mondo. Meritano l'attenzione dell'Unesco

La foto che ho inviato mostra alcuni bastioni che compongono il Fronte di Attacco, detto anche Fronte di Terra, che insieme al Fronte di Mare, pur esso formato da tutta una serie di bastioni,circondano a fortificare Portoferraio. Sia l’uno che l’altro fronte trovano il loro perno nei forti del Falcone e della Stella, estremi baluardi per la difesa. Tutto è stato pensato e predisposto per la difesa: da terra, col fronte di terra, dal mare, col fronte di mare.

Nella foto si vede sulla estrema sinistra il bastione della Carciofaia cui fa seguito l’Opera del Cavaliere, il bastione del Veneziano: sono alcuni dei bastioni che insieme alla Cortina degli Altesi, al bastione della Palle di Sopra e al bastione della Palle di Sotto, bastione della Cornacchia formano l’imponente cortina, muraglia posta a difesa degli attacchi che possono venire da terra. Queste opere degradano dall’alto verso il basso con un profilo a scalini. Partono da una altezza di circa 76 metri s.l.m. arrivando fino a circa 24 mt s.l.m.

Il bastione della Carciofaia (estrema sinistra nella foto) seguito poi dall’Opera del Cavaliere e dal bastione del Veneziano, fornisce al forte Falcone una protezione dalle offese belliche, quale si addiceva ad un’opera –forte Falcone- alla quale era assegnato l’estrema difesa, il rifugio ultimo in caso di sfondamento della cinta muraria da parte dell’assediante. A testimonianza di questo ruolo di forte Falcone quale ultima rocca difensiva sono oltre la sua posizione più elevata i vari passaggi, camminamenti che snodandosi fra le varie parti del Fronte di Attacco hanno come ultima mèta l’ingresso a forte Falcone tramite un ponte levatoio che si trovava piazzato nella punta Nord-Est dove ora esiste un ponte in muratura sorretto da un arco.

Questo ponte è il punto di arrivo del “cammin coperto” che proveniva dal forte Stella e zone limitrofe del Fronte di Mare: è anche il punto di arrivo che può essere raggiunto tramite i camminamenti dai punti estremi di tutto il complesso fortificato e cioè dall’Opera della Linguella,dall’Opera della Punta di Santa Fine,dall’Opera del Cornacchino (estremo sud del Fronte di Attacco) fino alla torre del Gallo.

Il Fronte di Attacco non era opera isolata: il bastione delle Palle di Sopra e di Sotto, il bastione della Carciofaia erano circondati da tutta una serie di opere che a cominciare da quella del Ponticello si concludevano col complicato e mirabile complesso architettonico che immetteva nella Porta di Terra.

Anche il bastione della Carciofaia, l’Opera del Cavaliere, il bastione del Veneziano e la Cortina degli Altesi non erano baluardi isolati ma davanti a loro si estendono tutta una serie di opere dette “Avanzate” che sono presenti nella foto tra i tetti delle “palazzine” di via Ninci e i bastioni sovrastanti. Queste opere non non si possono vedere nel loro splendore perché in stato di abbandono e ricoperte da folta vegetazione la quale ormai si è “arrampicata” anche sul bastione della Carciofaia. Queste opere “avanzate” dette anche “aggiunte” sono costituite da ampie troniere per i cannoni e si snodano dalla base dei bastioni. Con ciò si evidenzia il loro importante ruolo difensivo insieme con l’opera della Tenaglia pure essa con troniere e l’opera di S. Fine – anch’essa con troniere – che, sita ancora più in basso, a livello del mare, chiude il Fronte di Attacco. Tutte queste strutture “avanzate” sono tra loro collegate da fornici d’ingresso,da camminamenti in parte cielo scoperto e in parte in sotterraneo che hanno lo scopo non solo di collegare ma anche metter in comunicazione le zone a quota mare con quelle più alte dell’intero complesso fortificato.

Dall’opera di S.Fine si diparte una muraglia, tuttora presente, fino alla spiaggia delle Ghiaie. In questa zona terminava una delle due bocche del fosso del Ponticello, l’antico fossato che separava Portoferraio dal resto dell’isola. Nella foto si può vedere come i bastioni sopra ricordati e le “avanzate” giacciono in stato di abbandono non solo in quanto la vegetazione ha invaso tutto ma anche perché non sono usufruibili da parte del pubblico. Non so se osta qualche “vincolo”, “virtù” militare. Non ricordo di progetti di valorizzazione di questa importante parte delle mura medicee che è preclusa. E’ davvero un peccato. Le mura costruite da Cosimo I dei Medici non appartengono agli elbani o ai portoferraiesi ma all’umanità. Mi piacerebbe che l’Unesco le facesse divenire sito,patrimonio dell’umanità. Chiedo se qualcuno vuole procedere con me per segnalare alla commissione italiana per l’Unesco la candidatura delle mura medicee a sito patrimonio dell’umanità.