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"La cancellazione dei ponti all'Elba costa 15 milioni" - Tirreno Elba News
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“La cancellazione dei ponti all’Elba costa 15 milioni”

Gli albergatori contrari la misura prevista dal governo per aumentare la produttività. Tre milioni i mancati ricavi, moltiplicati per cinque come danno complessivo alla ricettività. De Ferrari: "E' la legge-killer del turismo"

"La cancellazione dei ponti all'Elba costa 15 milioni"

Avevano previsto – le abbiamo dedicato l’apertura tre giorni fa – che la soppressione dei ponti non avrebbe lasciato indifferenti le imprese del turismo elbano. Gli albergatori oggi si ribellano, e lo fanno cifre alla mano: sarebbe di 3 milioni, ma considerato l’indotto di 15, il danno per l’Elba.

“La soppressione dei ponti di primavera nel 2012, appena decisa dal Governo per favorire l’aumento del PIL italiano, causerà nel solo settore ricettivo elbano una perdita di ricavi per circa 3milioni di euro”, afferma De Ferrari, presidente degli Albergatori. Considerando inoltre che l’indotto del  icettivo è valutato da tre a cinque volte il ricavo del settore – prosegue De Ferrari‐ e che assisteremo ad una sicura contrazione delle presenze dei proprietari di ville e case, stimiamo in non meno di 15milioni di Euro, il danno economico per l’Elba se questa misura venisse confermata. Ancora una volta si fanno i conti solo per salvaguardare l’industria tradizionale come se il turismo, che contribuisce quasi al 10% del Pil nazionale, non valesse nulla”.

“Ci ribelliamo a questa ennesima scure sulla nostra Categoria già colpita dalla tassa di soggiorno (fortunatamente non applicata dai nostri amministratori locali), dalla soppressione della APT e della promozione locale, vessata dalla abnorme tassa rifiuti, dal costo acqua, dalla tassa sui fossi, dalla indetraibilità del costo per i convegni medici nelle località turistiche (ma non a Roma  e Firenze!), per la contrazione dei gruppi scolastici, solo per citarne alcuni. Ma il problema più grande che incombe sulla società elbana è dato dal fatto che le aziende, trovandosi in bassa stagione senza lavoro, saranno indotte per limitare le perdite di gestione ad aprire a giugno con le immaginabili conseguenze a livello di occupazione per i lavoratori del settore ricettivo e commerciale. Il danno che graverebbe sulla economia elbana, che ricordiamo è una monoeconomia e non può essere oggi altrimenti, diventerà di proporzioni irreparabili se, come stimiamo prudentemente, la perdita sarà di oltre 100.000 presenze”.

“Si può parlare di soppressione di ponti – sottolinea De Ferrari‐ solo in presenza di misure compensative, quali l’allungamento di una settimana della riapertura delle scuole e lo scaglionamento delle ferie dei dipendenti dell’industria e della pubblica amministrazione. Invito pertanto, prosegue De Ferrari, tutte le Amministrazioni Comunali, gli Enti sovracomunali, le Associazioni di Categoria e Sindacali, oltre ai numerosi politici presenti all’Elba in questo momento, al di la delle proprie appartenenze politiche, di valutare molto seriamente queste considerazioni per far si che nell’ambito della discussione parlamentare venga modificata questa “legge killer”.