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Crolla il castello di carta dei soldi Adesso ci aspetta tanto sudore

di Paolo Boggi

Crolla il castello di carta dei soldi Adesso ci aspetta tanto sudore

Alcuni commenti al precedente articolo, da voi gentilmente pubblicato, mi inducono a esprimere alcune precisazioni. Ciò che ho affermato non è frutto di una mia personale e poco lucida previsione, ma da una severa critica di tutto il sistema che finora ci ha supportato e guidato. Ciò che bisognerebbe chiedersi, se si vuole capire ciò che in questi giorni viviamo in tutta l’area del dollaro e dell’Euro, è: ma davvero si poteva pensare di continuare in eterno con un modello che non si poteva più definire né di sviluppo né di progresso. Lo sviluppo si riduceva sempre più a una creazione di ricchezza cartacea, che provocava una sopravalutazione di tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno, dalla casa, al risparmio ai trasporti e alla cura della salute. Una imitazione della ricchezza che ci faceva sentire tutti ricchi: tutto ci era consentito, senza incidere sulla occupazione e sul problema della fame, nel mondo. Convinti di disporre di ricchezze all’infinito realizzavamo l’antico sogno di far lavorare i soldi al posto delle braccia e della mente. Il guaio che non lo facevamo solo con i sudati risparmi e le banche con i soldi in cassaforte, ma li costruivamo con mille ingegnosi teoremi finanziari che ci illudevano di disporre di vere e proprie sorgenti di denaro. Nel mondo circolano e circoleranno ancora per un po’ miliardi di titoli, che scadono da qui a 30 anni e oltre, di cui sono stati erogati cedole e trasferimenti di capitali. In una parola, una specie di mare mediterraneo di carta. Tutti impazziti, ricchezza vera 10 e circolante 1000, un pallone che non poteva non scoppiare, con la disoccupazione in continua espansione. Sul piano del progresso, il modello è sotto gli occhi di tutti che tuttora fa cultura e occorrono anni per debellarlo. Pressati dalla spinta pubblicitaria a ininterrotti consumi, abbiamo accolto e legittimato soldi provenienti dalle peggiori deviazioni dell’uomo: droga, prostituzione, criminalità organizzata, corruzione, bilanci fraudolenti ecc ecc. Concludo, poteva continuare? Quindi se non si parte da questi presupposti non possiamo capire ciò che i mercati con una illuminata regia stanno correggendo, tra tanti pericoli e difficoltà, per riprendere un cammino più sano e più certo. Non è un si salvi chi può, ma ci sarà sudore, tanto sudore.