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"COMUNE UNICO, LE ALLUCINAZIONI E GLI ILLUSIONISMI" - Tirreno Elba News
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“COMUNE UNICO, LE ALLUCINAZIONI E GLI ILLUSIONISMI”

LA LETTERA: SI SCAMBIA LA REALTA' CON QUALCHE BLOG. SI PARLA DI FARE LA VOCE GROSSA E ALLA PRIMA OCCASIONE CI SI ACCUCCIA ALL'ASSESSORE REGIONALE DI PASSAGGIO. AMMINISTRAZIONE E PROSINDACI: SARA' CAOS"

"COMUNE UNICO, LE ALLUCINAZIONI E GLI ILLUSIONISMI"

Sul Comune unico si rischia l’allucinazione collettiva, prodotta da quella manciata di politici “professionali” e di sinistra esistenti all’Elba.

La prima illusione, di cui sono le prime vittime i politici stessi, è che ci sia nell’opinione pubblica elbana la voglia di questa soluzione. In realtà, e non ci vuole molto a capirlo, si scambia la gente normale che vive all’Elba, che qui in gran parte è nata e lavora, e vota, con quelle poche decine di persone (forse un centinaio) che anima la discussione su siti e blog e guestbook. Si tratta in gran parte, invece, di una frangia di tendenza per lo più qualunquista, per non dire peggio (c’è anche qualche grillino molto di destra) che ha come unico orizzonte la critica becera e inconcludente dell’esistente. Quando si andrà a votare, se mai ci andremo, i dirigenti del Pd/Sd capiranno che la gente vera la pensa in tutt’altro modo, e mai rinuncerebbe alla sua identità anche municipale, che loro – i Pd, la sinistra, gli ambientalisti ecc – fino all’anno scorso promettevano peraltro di voler difendere con operazioni di grande impatto mediatico – ma evidentemente di scarsa sostanza.

La sinistra ancora non lo sa, ma nel referendum andrà incontro a una sconfitta epocale. Eppure, questa illusione molto veltroniana – scambiare facebook o internet con la realtà – è solo la prima allucinazione. La seconda è ancor più grave, e ci racconta di come la voglia di Comune unico sia non solo una realtà virtuale, ma come sia illusorio anche l’armamentario propagandistico che l’accompagna. Fin dalle premesse. Primo: la ratio del Comune unico. Qualcuno lo ha già detto. Se si dichiara che il Comune unico serve a fare la “voce grossa” con la Regione è già un’ammissione del fatto che il problema non siamo noi, ma è la Regione. (E poi, scusate la parentesi, ma Peria o un altro pd che fa la voce grossa con Conti vi pare possibile?) Inoltre, ci si dichiara intenzionati a “fare la voce grossa” e intanto alla prima occasione – la discussione sull’ente che ci consentirà di fare questa benedetta “voce grossa” – ci si accuccia all’arroganza del primo assessore regionale e si rinuncia alla Comunità di Arcipelago (dopo aver tentato un espediente piuttosto squallido, quello alla azzeccagarbugli, chiamando il mostriciattolo Unione dei Comuni della Comunità dell’Arcipelago).

Secondo: tagliare i costi. Sappiamo benissimo che non si possono mandare a casa i dipendenti comunali. Quindi le spese per il personale restano inchiodate. Quelle per gli amministratori sono una sciocchezza, checché se ne dica. Il risparmio non c’è. Poi si promette questa figura del pro-sindaco, che non esiste in nessuna legge: potenzialmente può creare problemi enormi, normativi e amministrativi, e sicuramente contribuire ad un aumento dei costi.

Aumenterà sicuramente la confusione amministrativa, e rischiamo di produrre danni irreparabili per un po’ di anni. Tanti auguri ai cavesi che avranno a che fare con un assessore di Seccheto e ai campesi alle prese con un assessore riese. Per la prima volta gli elbani avrebbero un sindaco che non hanno mai visto in faccia né conosciuto. Il Comune unico elbano avrebbe un’estensione territoriale fra le più grandi della Toscana, con un territorio difficilissimo da amministrare (non è un’ex palude come il Grossetano). Ancora: basta che un Comune resti fuori (qualcosa mi dice che a Porto Azzurro il sì prenderebbe sì e no un 10%) e tutte le miracolose sorti e progressive della Riforma andrebbero a farsi benedire. Una cosa sensata sarebbe stata partire con delle piccole fusioni, e passare a sei, magari a cinque, come i più avvertiti avevano proposto anche nel Pd, prima di conformarsi per esigenze tattiche alla “difesa” di Rio Elba.

La verità, sgradevole, è che la sinistra vuole questo benedetto Comune unico perché è l’unico modo per giocarsela all’Elba, dove è minoranza. Della serie: o la va o la spacca. Per questo, mi dispiace per gli amici vignettisti (simpatici, ma politicamente sprovveduti) e spero che il centrodestra ottenga l’unica cosa seria e utile che si può proporre: il riconoscimento della eccezionalità territoriale dell’arcipelago e una qualche forma di agevolazione. Perché noi siamo i primi a doverlo capire, che è necessario lottare per i nostri diritti. E non abbassare la testa perché a Firenze pensano che siamo tutti ricchi (parole testuali) o “gente strana”. Invece l’Elba è già unica così.

Comune unico? No, grazie