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IL PD VUOL PERDERE, E SD INGOIA TUTTO PER LE POLTRONE

di Benedetto LUPI (Consigliere Comunale del Prc a Portoferraio)

IL PD VUOL PERDERE, E SD INGOIA TUTTO PER LE POLTRONE

Ordunque…ci siamo! E’iniziata la campagna elettorale per le elezioni comunali di Portoferraio che si terranno, insieme a quelle per il rinnovo di molte altre amministrazioni elbane, nel giugno 2009. Sinceramente mi sembra che vi siano ben pochi argomenti per appassionarsi all’evento i cui esiti vengono dati quasi per scontati da tutti i pretesi partecipanti tanto che il PD, convinto di perdere, ha quindi deciso di ricandidare il Sindaco uscente Peria, pare non senza qualche mal di pancia, mentre il PDL appare così convinto di vincere da non essersi ancora preoccupato di darsi un programma ed un candidato. Insomma anche a livello locale ci si avvia alla stantia ripetizione di un rito che vedrà contrapporsi due candidati spacciati come tra loro alternativi, ma che alternativi non sono, su programmi fotocopia imbastiti su una marea di luoghi comuni ed affermazioni di falso buon senso, il tutto ad uso e consumo di un ceto politico sempre meno qualificato a livello amministrativo, culturale ed umano, sempre più portato ad occuparsi dei problemi relativi al proprio “galleggiamento” ed auto-perpetuazione che ai concreti bisogni delle realtà amministrate.

L’unica novità da registrare è il concreto pericolo che, per la prima volta dal dopoguerra ad oggi, non si presenti a Portoferraio una lista di sinistra. A mio modesto avviso una simile evenienza sarebbe estremamente negativa. In effetti nessuno dei due contendenti “ufficiali” si presenta con le carte in regola di fronte ai cittadini: non il centro-destra targato PDL che, quando nel 2004 uscì sconfitto dalle elezioni, lasciò in eredità un comune prossimo allo stato di dissesto finanziario e con strumenti urbanistici di assai dubbia legittimità e che può essere facilmente rammentato più per le innumerevoli iniziative negative (antenne al Puntale, chiusura del centro giovani, chiusura del canile, sfratti alle associazioni di volontariato, riduzione della spesa sociale, ecc..) che per le poche realizzazioni positive; non la Giunta Comunale uscente Peria, targata PD. Quest’ultima era stata votata dai cittadini nella speranza di un rinnovamento politico e su un programma che vedeva quali priorità la partecipazione, la trasparenza, la difesa dell’ambiente, il sociale. Dopo un primo periodo nel quale furono conseguiti alcuni positivi risultati come il risanamento del bilancio e l’approvazione del nuovo Regolamento Urbanistico, si è assistito ad una involuzione a destra della Giunta Peria e del PD.

Cacciata dalla maggioranza la parte più attenta al rispetto ed attuazione del programma, costituita da Rifondazione Comunista, il Sindaco ed il suo partito hanno completamente tradito il patto sottoscritto con gli elettori: le antenne del Puntale fanno ancora bella mostra di sé in uno degli angoli più caratteristici dell’Elba, gli sfrattati vivono ancora nella baraccopoli degli Orti benché esistessero le risorse economiche per altre e più decorose soluzioni, è stata annullata ogni forma di partecipazione, in barba alla tanto decantata trasparenza la vicenda della gestione delle aree portuali viene trattata in modo del tutto riservato all’interno delle segrete stanze, il canile non è stato realizzato, i beni pubblici quali scuole, strade, giardini, sono in stato di pessima manutenzione, il progetto del Polo Scolastico a Le Ghiaie è stato di fatto abbandonato, nonostante il favorevole pronunciamento del TAR, a favore di un accordo con il Ministero che recepisce di fatto i voleri dell’ex Commissario di A.N. Barbetti, ecc… Eppure in questi ultimi anni la presenza di una forza autenticamente di sinistra come Rifondazione Comunista in consiglio comunale è stata positiva e molte volte ha pesato. Temi come i trasporti marittimi, il diritto alla casa, la scuola, il sociale, non sarebbero neppure stati discussi in comune se non fosse stata Rifondazione e chiederlo.

Una delle poche realizzazioni concrete di questa Amministrazione, cioè la ristrutturazione ad uso abitativo dell’ex casa di riposo, deriva non a caso da una proposta di Rifondazione. Probabilmente, se non ci fosse stato il costante logorio di una opposizione di sinistra, sul nostro porto farebbe ancora bella mostra di sé il lugubre scempio delle cosiddette barriere anti-terrorismo. Se non fosse stato per le innumerevoli interrogazioni del P.R.C. il Comune si sarebbe lasciato letteralmente scippare da un privato un pezzo importante delle Fortezze Medicee mentre, fortunatamente, il Sindaco è stato costretto ad assicurarci che il Comune emetterà un provvedimento con il quale riprenderà il possesso del bene che dalle ricerche effettuate è risultato di proprietà pubblica.

Orbene….fatte tali premesse mi sembrerebbe di poter concludere che la mancata presentazione di una lista di sinistra sarebbe davvero un fatto assolutamente negativo e che ci sarebbe bisogno di qualcuno in grado non tanto di raccattare con coraggioso gesto la gloriosa bandiera, quanto di indicare una prospettiva ed una speranza. E’ chiaro che nella mia mente questa lista dovrebbe essere per forza di cose una lista autonoma ed alternativa, a meno di non voler ripetere disastrose esperienze del passato a livello nazionale (Governo Prodi) e locale (Giunta Peria); dovrebbe essere composta da giovani; avere un programma costruito dal basso; dovrebbe occuparsi prima di tutto dei bisogni dei più deboli, dei diritti alla casa, alla mobilità, alla istruzione, alla salute; dovrebbe avere nel proprio DNA una diversa sensibilità morale, una nuova capacità di ascolto, una forte spinta di partecipazione.

Immagino già le obiezioni a questa mia prospettiva: “Ecco il solito comunista ideologico e sognatore. E’ meglio fare come Sinistra Democratica che ingoia in Comune i rospi del villaggio turistico alle Antiche Saline, del mantenimento degli sfrattati agli Orti, delle privatizzazioni dei servizi, ecc… ma almeno si salva la poltrona con la creazione, al posto della soppressa Comunità Montana, dell’Unione dei Comuni a macchia di leopardo e così resta nella cosiddetta stanza dei bottoni.”
L’obiezione non è di poco conto ma mi viene da domandare: “Come mai una volta che questi politici così, e più di me, dotati di pragmatismo e di buon senso entrano nella stanza dei bottoni quei bottoni non li pigiano mai? Come mai non pigiano mai il bottone per utilizzare il canone CASALP per dare una casa ai cittadini che non ce l’hanno? E il bottone per aprire il canile? E quello per asfaltare le strade? E che se li è fregati tutti il Peria ‘sti bottoni ?”

Più seriamente mi vien da dire che non molto lontano da qui, in Toscana, per la precisione a Massa, proprio una lista alternativa di sinistra, nata contro la volontà ed in opposizione alla scelte del PD, è stata capace di vincere le elezioni comunali del 2008 sbaragliando sia il candidato del centro-sinistra che quello del centro-destra. Se Portoferraio fosse capace di una scelta così intelligente e generosa potrebbe davvero invertirsi quella tendenza degli ultimi anni che sembra vedere la nostra cittadina e tutta l’Isola d’Elba scivolare verso una lenta decadenza a livello economico e culturale. E anche se non ci fosse un risultato così positivo come quello ottenuto a Massa sicuramente una simile esperienza di partecipazione sarebbe comunque un prezioso seme in grado di germogliare in futuro.

Orquindi…