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“DETASSAZIONI IN CAMBIO DEL COMUNE UNICO ELBANO”

SINISTRA DEMOCRATICA: E' QUESTA LA PROPOSTA DA FARE ALLA REGIONE

"DETASSAZIONI IN CAMBIO DEL COMUNE UNICO ELBANO"

Dalla Sinistra Democratica Isola d’Elba riceviamo:

“Sul Comune Unico dell’Elba vale ciò che disse Nanni Moretti in ‘Palombella Rossa’, e cioè che ‘le parole sono importanti’. Allora precisiamo. A nostro parere la questione centrale circa ‘la semplificazione amministrativa’ all’Elba è quella di dare finalmente la parola ai cittadini tramite un referendum consultivo, da attuarsi secondo le modalità previste dalle norme regionali.

Essendo il tema della riduzione del numero dei Comuni, fino al “Comune Unico”, materia non ideologica ma inerente il miglior uso delle risorse disponibili nel nostro territorio, vi sono le condizioni perché nasca un forte comitato, trasversale dal punto vista politico e socio-economico; sarà questo gruppo di persone, del quale intendiamo far parte attivamente, a definire la proposta di legge da sottoporre a referendum tramite la raccolta delle 5 mila firme necessarie.

Per quanto ci riguarda, un tale sforzo organizzativo va speso bene per ottenere il massimo: l’ ipotesi del Comune Unico dell’isola d’Elba con gli otto municipi (con un pro-sindaco di riferimento) è quella che ci convince di più, poiché garantisce insieme l’economia di scala con il decentramento dei servizi alla persona. Siamo convinti che oltre al maggior peso istituzionale e al risparmio di sette ottavi delle spese multiple oggi sostenute dagli 8 comuni (reinvestibili subito per qualificare territorio e servizi), la Regione potrebbe metter sul piatto qualche carico da undici: riduzione-cancellazione delle tasse alle imprese, esenzione dal bollo auto per alcuni anni, eliminazione delle varie addizionali che ci riguardano come contribuenti, ecc.

Noi stessi potremmo avanzare alla Regione specifiche richieste di detassazioni e contributi. Chiediamo quindi agli esponenti del centrodestra intervenuti in questi giorni col solito stile polemico e improduttivo di chiosare su presunte nostre contraddizioni, di esprimersi invece su questo percorso che prevede, alla fine, la parola ai cittadini.