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BOSI: “LA VICENDA HA LESO L’IMMAGINE DEL MIO COMUNE”

TIRATA DI NUOVO IN BALLO LA STORIA DEL COINVOLGIMENTO DI UN IPOTETICO ASSESSORE, IL SINDACO: “SI TRATTA SOLO AFFERMAZIONI MILLANTATORIE SENZA ALCUN RISCONTRO DI UN IMPUTATO, CHIEDEREMO IL RISARCIMENTO”

BOSI: “LA VICENDA HA LESO L’IMMAGINE DEL MIO COMUNE"

Nel processo che si svolge a Genova che vede come imputati gli imprenditori Giusti e Filippi, l’ex prefetto ed il viceprefetto di Livorno ed altri ieri si è parlato di una intercettazione telefonica in cui, uno degli imputati menzionerebbe il coinvolgimento di un ipotetico assessore del Comune di Rio Marina per la parte di indagini riguardanti la ristrutturazione del residence Costa dei Barbari a Cavo. Una vecchia storia di cui si era parlato nel 2004, e che sembrava chiusa. In occasione dell’udienza di ieri se n’è tornato a parlare.

“Il Comune di Rio Marina – fa sapere oggi una nota a firma del sindaco Francesco Bosi – si è costituito parte civile, come parte lesa, per il danno d’immagine che ne è derivato, tanto per i fatti riferiti all’epoca della gestione commissariale, quanto per gli episodi successivi nei quali si ipotizza un episodio corruttivo che interessa dei non meglio identificati “assessori” dell’amministrazione in carica. Poiché – continua ancora Bosi – sono certo dell’assoluta estraneità degli assessori della mia Giunta, ritengo si tratti di affermazioni millantatorie di uno degli imputati, che non hanno mai trovato riscontro alcuno in fatti oggettivi. Ho chiesto all’avvocato che ci rappresenta proprio per reclamare il danno d’immagine arrecato a questa Amministrazione, di agire di conseguenza nel processo”.

“Aggiungo – dice l’onorevole Bosi – che insistere nel chiamare in causa “assessori” senza accertare identità ed elementi probatori, visto l’eco che questo comporta nella stampa, finisca per accentuare il danno arrecato e ciò ci costringerà a reagire nelle forme e nei tempi debiti. Confido – conclude il sindaco – che la sentenza farà chiarezza, accogliendo anche le ragioni del Comune di Rio Marina”.