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PRC: “IL RAPPORTO CON IL PD NON E’ PIU’ STRATEGICO”

IL DOCUMENTO APPROVATO DAL PRIMO CONGRESSO VAL DI CORNIA ELBA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA: "LA QUESTIONE MORALE E' CENTRALE", "LA CRISI COLPIRA' ANCHE L'ELBA MA NON C'E' REAZIONE ADEGUATA DELLE ISTITUZIONI"

PRC: "IL RAPPORTO CON IL PD NON E' PIU' STRATEGICO"

Questo è il documento politico approvato dal I congresso della federazione Rifondazione Comunista di Piombino Val di Cornia Elba, che traccia le linee politiche future del partito:

Il congresso costitutivo della Federazione di Piombino-Val di Cornia-Elba tenutosi a Piombino il 19-20 dicembre 2008, approva la relazione del compagno Aldo Bassoni. Il congresso ribadisce la linea politica del Partito e la sua collocazione di forza di netta opposizione al governo delle destre e alle sue politiche regressive e autoritarie. La grave crisi economica che stiamo vivendo è il frutto delle politiche liberiste, della forte sperequazione nella distribuzione del reddito, dell’attacco al lavoro e ai diritti. Gli strumenti messi in campo dal governo negano la necessità di sostenere salari e pensioni per far fronte alle difficoltà in cui si trovano la maggior parte delle famiglie italiane.

Rifondazione comunista riconosce la necessità fondamentale di promuovere l’unità di classe dei lavoratori sul fronte sindacale e di sviluppare tattiche adeguate nei confronti di quelle organizzazioni in cui vi possono essere esperienze utili alla ricostruzione di un sindacato di classe. Tra queste riconosciamo l’importanza strategica dell’evoluzione delle posizioni della Fiom nazionale e la positività dello sciopero indetto dalla Cgil il 12 dicembre scorso.

Il dibattito congressuale ha evidenziato la necessità di superare le divisioni scaturite e risolte nel corso del recente congresso nazionale. Occorre guardare avanti, con la massima apertura cultura, della scuola e in primo luogo dei giovani e delle donne che devono essere i veri protagonisti di quel cambiamento per il quale vogliamo impegnare tutte le nostre risorse organizzative e intellettuali. Un partito che si radica sempre più nella società e nei luoghi di lavoro dove sviluppare la lotta per il salario, la sicurezza e i diritti, un partito sociale, declinato su un nuovo mutualismo, che parta dai bisogni reali delle persone, devono essere le linee su cui sviluppare l’azione politica quotidiana.

La crisi economica e sociale colpisce con particolare durezza il territorio della Val di Cornia e l’Elba. Cassa integrazione, licenziamenti e mobilità interessano migliaia di lavoratori. Nonostante la pesantezza della situazione, non ci sembra di vedere una reazione adeguata da parte delle istituzioni, della politica e del sindacato al quale riconosciamo comunque il merito di aver condotto in porto un positivo accordo per i lavoratori delle fabbriche. Sottolineiamo la necessità e l’urgenza di sviluppare obiettivi politico-istituzionali straordinari a tutela delle famiglie in difficoltà a causa della crisi come revisione delle tariffe, potenziamento degli ammortizzatori sociali, estensione delle fasce sociali, forme di dilazioni dei pagamenti di tariffe e canoni. Si auspica in tal senso un forte impegno dei rappresentanti del partito nelle istituzioni locali a tutti i livelli.

La situazione economica potrebbe avere drammatiche conseguenze anche nelle aree turistiche della costa e all’isola d’Elba, facendo peraltro emergere i limiti gravi di uno sviluppo basato sulla monocultura dell’economia turistica specialmente ove questa si basa sulla speculazione edilizia legata al fenomeno delle seconde case. Il percorso programmatico e la questione morale rappresentano il discrimine sul quale Rifondazione comunista si appresta ad affrontare le prossime elezioni amministrative rispetto alle quali sarà centrale il confronto con le forze della sinistra consapevoli che il processo di unità delle forze comuniste, anticapitaliste e antagoniste, costruito sulle lotte e sui programmi comuni, può risultare decisivo per la costruzione di una sinistra forte.

Il rapporto con il Partito democratico si delinea in maniera diversa, non è più il nostro obiettivo strategico, ma eventualmente programmatico, sostenuto dall’esigenza di un forte rigore morale e democratico. Resto ferma che il partito nei Comuni più grandi si presenterà comunque con il proprio simbolo alle elezioni. Le critiche già espresse nella relazione alle politiche delle amministrazioni comunali sull’urbanistica e l’assetto del territorio hanno trovato conferma nel corso del dibattito. Il partito si ripropone di continuare nella elaborazione di proposte in grado di contribuire alla definizione di indirizzi programmatici che siano in grado di delineare un modello di sviluppo diverso.