LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

MA PER IL PRC E’ IL PRIMO PASSO VERSO IL COMUNE ELBA

CARRARESI (UDC): "L'ELBA E' DISCRIMINATA". IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

MA PER IL PRC E' IL PRIMO PASSO VERSO IL COMUNE ELBA

La legge sull’Unione dei Comuni è stata approvata a maggioranza dal Consiglio regionale. Dei 49 votanti, 35 hanno dato voto favorevole e 14, appartenenti allo schieramento del centrodestra, voto contrario. La legge entrerà in vigore domani, 31 dicembre 2008.

Nelle dichiarazioni di voto sono intervenuti – per il centrodestra – Marco Carraresi (Udc), Leopoldo Provenzali (Fi-Pdl) e Marcella Amadio (An-Pdl), che ha sottolineato la necessità di un referendum, con il quale gli elbani possono decidere del loro futuro.

Per la maggioranza, sono intervenuti Mario Lupi (Verdi), per il quale la legge è una risposta alle problematiche dell’arcipelago (“Il nostro gruppo chiede da tempo un comune unico come risposta alla frammentazione che c’è nell’isola”) e Luca Ciabatti (Prc) per il quale la legge va incontro al bisogno di un progetto unitario di interventi sul territorio.

“Il senso di questa proposta di legge è teso a modificare tempi e condizioni, per favorire l’istituzione di una Unione dei Comuni, rappresentativa della maggioranza della popolazione”, aveva spiegato il presidente della commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, Ilio Pasqui (Pd), nel corso del dibattito svoltosi il 23 dicembre scorso. Oggi si è svolta solo la votazione sugli emendamenti e sui due articoli.

Nel dibattito era intervenuta Monica Sgherri (Rc), per la quale “il Consiglio regionale ha dimostrato sensibilità nel trovare questa soluzione e facilitare l’Unione dei Comuni dell’Elba può essere un primo passo verso l’istituzione di un Comune unico”.

Di altro avviso i gruppi Udc, An-PdL, Fi-Pdl, Af, che avevano presentato una diversa proposta, ovvero una disciplina speciale per l’Arcipelago toscano, e quindi la necessaria partecipazione di tutti i dieci Comuni alla costituzione dell’Unione. Una disciplina che andava incontro alla volontà a suo tempo manifestata dalle amministrazioni comunali. La proposta dei gruppi Udc, An-Pdl, Fi-Pdl, Af, licenziata dalla commissione con parere negativo, prevedeva invece la costituzione fra i Comuni delle isole Elba, Giglio e Capraia della Comunità dell’Arcipelago, ai sensi del Testo unico degli enti locali. Secondo i proponenti la realtà insulare è “unica e diversa”, perciò meritevole di “provvedimenti diretti ed esclusivi”.

I consiglieri Roberto Benedetti (An-Pdl), Marco Carraresi (Udc), Marcella Amadio (An-Pdl) e Alberto Magnolfi (Fi-Pdl) avevano parlato rispettivamente di atteggiamento “discriminatorio” del governo regionale nei confronti del territorio dell’Elba; di “impuntatura” della Regione che aveva fatto diventare un “dogma” la soppressione della Comunità Montana dell’Arcipelago. “Resto sconcertata dall’atteggiamento dell’assessore Agostino Fragai – aveva sottolineato Amadio – La Regione si dimostra matrigna e incapace di considerare le maggiori problematiche del territorio elbano”. “La giunta sottovaluta i guasti che possono scaturire dall’approvazione della legge – aveva aggiunto Magnolfi – un arcipelago non può essere diviso”.

Anche Leopoldo Provenzali (Fi-Pdl) aveva definito “sbagliato” il provvedimento della Giunta, che non tiene conto delle peculiarità del territorio dell’Isola d’Elba. L’unione parziale dei Comuni non risolve le esigenze dell’arcipelago: ripristinare la Comunità dell’Elba è una “esigenza vitale”, aveva affermato Giuseppe Del Carlo (Udc). “Ma cosa spinge la Regione Toscana – si era chiesta Giuliana Baudone (An-Pdl) a voler creare ulteriori difficoltà all’Isola?”.

In caso di mancata approvazione della proposta di legge della maggioranza – aveva spiegato l’assessore Agostino Fragai – dopo il 31 dicembre 2008 il personale della Comunità montana sarebbe passato alla Provincia di Livorno. Per questo la proposta di legge della maggioranza punta a ricondurre anche l’Arcipelago toscano nel quadro della disciplina generale, che consente di dar vita ad un’Unione anche con una parte dei Comuni interessati. Le amministrazioni comunali hanno tempo fino al 31 gennaio 2009 per costituire l’Unione, la quale dovrà insediare i propri organi ed essere operativa entro il 15 febbraio. Tutte le procedure dovranno comunque concludersi entro il 15 marzo.

Nelle dichiarazioni di voto i gruppi di minoranza avevano annunciato il voto favorevole sulla propria proposta e il voto contrario sulla proposta della giunta.