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IL PNAT NON HA COLORE, E I VERTICI SCADONO NEL 2011

di Giuseppe TANELLI (ex presidente del Parco dell'Arcpelago toscano)

IL PNAT NON HA COLORE, E I VERTICI SCADONO NEL 2011

Ho letto con interesse e largamente apprezzato lo spirito con il quale l’on. Pino Lucchesi manifesta le speranze per il nuovo anno per l’Elba e l’Arcipelago, riferendosi in particolare alle opportunità che il Parco Nazionale è in grado di offrire per arricchire: la promozione verso un turismo di qualità, per valorizzare il grande patrimonio ambientale e culturale, per interrompere il proliferare di seconde e terze nuove case, così da evitare una “interminabile distesa di mattoni e cemento”, ormai fuori scala relativamente ai limiti ecologici e alla stessa economia turistica del territorio. Tutte esigenze sentite, espresse ed in parte realizzate, in varia forma e misura, fino dal secolo passato da lungimiranti imprenditori turistici, associazioni ambientaliste, forze politiche e sociali ed istituzioni.

E’ indubbio che la dirigenza del Parco, dal presidente, al consiglio direttivo e comunità del Parco, fino al direttore deve applicare, così come sono sempre state applicate, politiche che, nel rispetto delle norme, si sviluppino nel dialogo e nel confronto con le altre istituzioni del territorio e con il suo tessuto sociale, produttivo e culturale, scevro da massimalismi ideologici e politici e da “guerre di religione o scontri istituzionali”. Tutto questo del resto è imposto dalla legge oltre che dal buon senso, volendo avere un Parco che non sia, né di carta, né presidiato dai paracadutisti come si diceva una volta, e che sia impermeabile a quei giochi, strumentalizzazioni e opportunismi di bassa-politica che tragicamente sempre di più tendono a dissociare i cittadini dalla gestione democratica della res-pubblica. Il Parco nazionale non è né di destra, né di sinistra; è una istituzione della Repubblica al servizio dei cittadini di oggi e di domani, e la sua dirigenza scade nel 2011, a prescindere dal colore dei governi.

E’ indubbio che ancora oggi si sente l’eco di: “Mal sopite polemiche sulle modalità della sua nascita, sulla indicazione dei vari responsabili, sulle forzature che sono state fatte nell’ uno e nell’ altro caso”; così come si sentono voci che indicano: “il Parco come un corpo estraneo, eterodiretto, in conflitto permanente con il territorio su cui insiste e sui suoi interessi”. Non credo però che queste siano – in generale – le voci di tutta l’Elba e di tutto l’Arcipelago, e comunque sono convinto che queste voci non abbiano colto a pieno, superando piccole incomprensioni ed esternazioni formali, i vantaggi che il Parco e la sua dirigenza offrono, anche ai fini comunicativi e promozionali per il turismo di qualità, oltre a quelli indubbi di carattere ecologico. Prendiamo ad esempio, solo per rimanere strettamente in cronaca, il progetto Argomarine per il controllo del traffico e dell’inquinamento marino, rientrato fra i progetti finanziati dal 7° Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo della Unione Europea. E’ un grande successo per il nostro Paese, per l’Arcipelago, per il Parco e le altre istituzioni cointeressate, e non ultimo, per il riconoscimento alle capacità ed al lavoro di eccellenza del dottor Michele Cocco, che da anni dall’Elba opera nella ricerca tecnico-scientifica internazionale.

Prevenire e colpire la barbarie degli sversamenti ed inquinamenti marini, con le ricadute disastrose per l’ambiente, rappresentano la sfida prioritaria per l’economia dell’Arcipelago, ed il fatto che, capofila del progetto sia il Parco Nazionale che di fatto, piaccia o non piaccia, superando immani ostacoli e carenze burocratiche amministrative, protegge da anni la più vasta area marina europea, ha aiutato, e non poco, al successo dell’operazione. Forse è bene pensare a questo nel momento in cui si parla della auspicabile estensione delle aree marine all’Elba ed al Giglio e all’antistorico ritorno del supercarcere a Pianosa. Un ritorno che vuol dire una sola cosa: cancellare Pianosa ed il suo mare dall’elenco delle aree protette, poiché palesemente incompatibili con le esigenze ed i bisogni di un supercarcere, come ha mostrata l’esperienza di alcuni lustri fa.

Il controllo del traffico nell’Arcipelago, così come la sorveglianza radar su Pianosa erano progetti nati alla fine degli anni Novanta, quando il Parco faceva i primi vagiti. Proprio ieri abbiamo ricordato questi avvenimenti con il capitano Cristiano Aliperta, al tempo comandante della Capitaneria di Portoferraio ed oggi prossimo Ammiraglio comandante della direzione Marittima di Cagliari.Vennero elaborati progetti, organizzati convegni tecnico-scientifici e oggi, grazie anche a Mario Tozzi e Franca Zanichelli, come giustamente evidenzia il sindaco del Giglio Attilio Brothel, e sempre con la preziosa collaborazione della Capitaneria di Porto, si giunge alla loro concretizzazione, a dimostrare, anche in questo caso, come nel nostro Paese, lontano dagli standard europei di efficienza politica ed amministrativa, siano presenti reali eccellenze tecnico-scientifiche, e che, sia pure con fatica, le cose giuste prima o poi vincono. Un buon auspicio per l’anno che sta per iniziare e per l’arcipelago. Buon 2009 a tutti.