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“UN CAOS INCREDIBILE IL PEEP DI MARCIANA MARINA”

LO SOSTIENE LA LISTA CIVICA, CHE PARLA DI "INCOMPETENZE E NEGLIGENZE"

"UN CAOS INCREDIBILE IL PEEP DI MARCIANA MARINA"

Dalla Lista civica per Marciana Marina riceviamo:

Negli ultimi mesi la Lista Civica ha martellato la Giunta con pressanti domande su questioni di grande importanza per Marciana Marina con lo scopo di far conoscere ai cittadini lo stato delle cose e di sollecitare la Giunta a trovare soluzioni efficaci. E’ stato così per il parcheggio di San Pietro, per l’edilizia scolastica, per il porto. In genere il Sindaco non ha risposto nel merito e ha cercato di accendere la polemica su aspetti marginali provando a deviare, per così dire, l’attenzione dal nocciolo alla buccia dei problemi.

Ci ha provato alcune settimane fa inventandosi una polemica su lavori pubblici al Cotone eseguiti venti anni fa, ci sta riprovando in questi giorni con una polemica sui bandi di concorso della Comunità Montana che gli porterà come regalo di Natale una querela per diffamazione.

Fatti e problemi suoi. A noi interessa riportare la discussione sui problemi veri del paese e per questo parliamo di edilizia economica e popolare. Undici anni fa la giunta De Fusco approvò un Piano Peep in località San Giovanni; alcuni anni dopo la Giunta Martini assegnò i lavori alla Cooperativa Forze dell’Ordine per la costruzione di tre lotti di case popolari. I lavori furono eseguiti, le case assegnate e tutto sembrava concluso per il meglio. Dietro la facciata, come al solito, però si accumulavano problemi dovuti a negligenze, incompetenze, furbizie.

I problemi più grandi sono due. Il primo è che la Cooperativa avrebbe dovuto pagare al Comune circa 320mila euro di oneri di urbanizzazione che però si era deciso di scomputare in cambio della realizzazione di parcheggi pubblici, verde attrezzato e strade su una superficie di circa 10mila mq. A lavori terminati e case Peep assegnate in proprietà la superficie urbanizzata dalla cooperativa è appena 6000 mq con opere peraltro incomplete (il parcheggio è stato consegnato ‘sterrato’) né c’è stato alcun conguaglio in denaro a favore del Comune che dovrà quindi chiedere a qualcuno i soldi mancanti.

Il secondo problema è che i terreni occupati dalle costruzioni non corrispondono a quelli del Piano Regolatore: ci sono aree Peep che non sono state acquistate dalla cooperativa e non sono state utilizzate (poco male), ma soprattutto ci sono aree sulle quali si è costruito che non sono aree Peep bensì aree inedificabili. Alcune di queste aree erano state comunque acquistate dalla cooperativa e per esse il problema è la realizzazione di opere in difformità dal piano, cioè un abuso edilizio. Per altre ancora, oltre a questo problema, c’è il fatto che le aree sono rimaste di proprietà dei privati che quindi vantano diritti sugli edifici realizzati che peraltro sono abusivi. Come dire che gli assegnatari di alcuni alloggi rischiano di rispondere di abuso edilizio e altri ancora rischiano, in aggiunta, di perdere la casa.

A questi due grossi problemi se ne accompagnano altri frutto del solito modo approssimativo con il quale veniva gestito l’Ufficio Tecnico Comunale: le aree sono state assegnate quando i termini della occupazione d’urgenza erano scaduti e l’esproprio non era ancora stato fatto, il bando di gara prevedeva l’individuazione di due diversi soggetti e invece tutti e tre i lotti sono stati assegnati ad un’unica cooperativa e via dicendo.

La giunta municipale ha preso atto dei problemi e affidato incarichi a tecnici e avvocati per chiarire tutti i termini della intricata questione. A nostro giudizio sono indispensabili e urgenti due iniziative.

Primo la convocazione di una assemblea pubblica per chiarire a tutti i cittadini ed in particolare ai proprietari delle case Peep e ai proprietari dei terreni come stanno le cose e quali orientamenti intende seguire l’amministrazione per garantire i loro diritti.

Secondo l’avvio di una immediata azione legale nei confronti della Cooperativa, associata ad un esposto alla Procura della Repubblica, per evitare che nelle more dei pensamenti e ripensamenti dell’Amministrazione la cooperativa possa sciogliersi vanificando ogni tentativo di risarcimento del Comune e dei privati.